Grosseto

28 luglio 2007, sabato

mon smallPartenza da Grosseto con treno 2335 alle 7.32 per Roma Trastevere. A Civitavecchia il treno è preso d'assalto da una valanga di croceristi americani diretti a Roma. Una vecchia grassona ci intima di liberare i posti dalle borse, si siede, poi invita duramente gli altri del suo gruppo a sedersi nell'altro posto libero. Tutti la evitano facendo finta di non vederla, di non sentirla… comincia a parlare da sola e cosa peggiore… si risponde anche! I compagni di viaggio devono conoscerla molto bene perché… hanno preferito la seconda classe in piedi pur di evitarla!

Da Roma Trastevere raggiungiamo Fiumicino col treno metropolitano e poco dopo le 10.00 siamo al Terminal C dove abbiamo l'appuntamento con Andrea che ci da i biglietti e ci indirizza al box C374 dove ci sono gli altri nostri compagni di viaggio.

Una lunga fila ci porta al primo controllo sommario per entrare nell'area riservata al check-in dei voli internazionali che per motivi di sicurezza è accessibile solo ai possessori di biglietto aereo contrariamente a quanto avveniva in passato.

Check-in al box C374 dell'Aeroflot. Mancano i contenitori per gli zaini che permettono a questi di transitare da un tapis roulant all'altro fino alla stiva dell'aereo senza rimanere impigliato con le cinghie al primo ostacolo e perdersi così nei meandri dell'aeroporto; dobbiamo aspettare qualche minuto che arrivino.

A Milena che è venuta da Milano con un volo interno i bagagli sono arrivati al terzo tentativo… al terzo aereo! Ha tirato un sospiro di sollievo.

Il controllo bagagli a mano e passaporti è soft e veloce; è effettuato dalla Polizia privata il primo e da quella dello Stato il secondo. L'uscita è la C29 raggiunta col trenino. Partiamo alle 13.20 con quaranta minuti di ritardo; il volo è il SU282 dell'Aeroflot effettuato con un Airbus A320-200 color argento con coda blu e una svirgolata rosso, bianco e blu della bandiera russa sul timone. L'allestimento interno è spartano, tipo Ryanair. Questo velivolo è il leader mondiale tra gli aerei a corto e medio raggio; ha 150 posti, è lungo 37,57 metri, è alto 11,76 metri con un’apertura alare di 34,10 metri ha due motori CFM56-5 che gli permettono di viaggiare ad una velocità di crociera di 960 km/h ed un serbatoio da 26860 litri di carburante che gli garantisce un’autonomia di 5700 chilometri.

È pieno di russi che tornano in patria. Decolliamo verso il mare poi rapida virata a sinistra per prendere quota e di nuovo a sinistra verso l'interno. Dopo meno di un'ora siamo sull'Adriatico, sorvoliamo tante piccole isole, poi l'interno della vecchia Yugoslavia.

Per mangiare solita scelta del primo a base di carne o pollo; la pasta è scotta ma la mangiamo senza protestare più di tanto perché… da domani chissà se e cosa mangeremo… Completano il vassoio una vaschetta con un pesce quadrato, un gambero sgusciato e mais poi un pezzo di torrone ricoperto di cioccolato fuso dal caldo della pasta, un formaggino, burro e pane; tutto di origine russa.

Alle 16.00 ora italiana, 18.00 ora locale, si comincia a scendere. Man mano che ci avviciniamo a Mosca il cielo… sotto di noi si annuvola sempre di più; ora che siamo a Mosca il cielo… sopra di noi è completamente coperto. In genere tra quando si comincia a scendere a quando si tocca terra il passo è breve; qui passa quasi un'ora. La periferia è molto verde con villette e corsi d'acqua. L'atterraggio non è dei migliori, sbanda molto ma alla fine si ferma. La pista è bagnata, segno che ha piovuto da poco. Lentamente tra partenze e rifermate riusciamo ad arrivare al punto di sosta e qui aspettiamo quasi venti minuti prima di poter scendere. Il capitano spiega i motivi del ritardo in russo e tutti quelli che lo capiscono ridono divertiti, hostess e steward compresi…? Siamo all'aeroporto internazionale Sheremetyevo; l'aerostazione è molto sobria con soffitto fatto di cilindri vuoti all'interno, color rame, affiancati uno all'altro con la base rivolta verso il basso. Qua e la in ordine disordinato in questi cilindri trovano posto le luci che, anche sommate a quelle dei cartelli pubblicitari, sono insufficienti e danno un aspetto tetro all'insieme. Anche le colonne sono color rame.

Ai transfert lunga fila poi dopo l'annuncio del nostro volo per Ulaan Baator veniamo serviti tutti insieme da una scrupolosa impiegata in camicia bianca e stellette sulle spalle che ci fa anche il check-in. Al Gate 10 scopriamo che il nostro volo farà scalo a Novosibirski in Siberia. Cominciamo ad avere la conferma che qui il concetto di fila è diverso dal nostro per cui occorre adeguarsi per farci ricontrollare molto scrupolosamente i bagagli a mano, farci perquisire e finalmente seguire le indicazioni per… Barcellona!

Ci incontriamo con i nostri compagni di viaggio partiti da Milano. Nell'aerostazione ci sono diversi cantieri aperti per il restiling dello stesso per cui sembra ancora più scalcagnato di quello che realmente è.

Il volo è il SU563 con partenza alle ore 20.35 locali ma dubito che partiremo in orario visto che alle 20.30 siamo ancora nel bus; speriamo che questo ritardo sia servito agli addetti di trasferire in tempo i nostri bagagli dall'aereo in arrivo a questo in partenza.

L'aereo è un vecchio Tupolev TU-154M; ha tre motori D-30KU-154 che garantiscono una spinta di 103kn, è lungo 48 metri, alto 11,4 metri con un’apertura alare di 37,5 metri, ha una velocità di crociera di 935km/h ed il serbatoio da 39750kg di carburante gli garantisce un’autonomia a pieno carico di 3800km, ha 175 posti disposti su due file da tre poltrone con corridoio centrale. Lo spazio vitale è ridotto ai minimi termini; pur avendo una struttura ottimisticamente media ho battuto il ginocchio tre volte in due minuti e rischiato di strappare un paio di volte i pantaloni sugli spigoli vivi tra le poltrone. Sembra di essere negli scuola bus americani. A peggiorare ulteriormente le cose buona parte dei bagagli a mano non entra negli angusti portapacchi e la hostess con disinvoltura ce li fa sistemare tra i piedi…!

Sono alla fila 26 su 28 ad un metro dai tre motori; il rumore è assordante, impossibile conversare. Dietro di noi ci sono due bagni di cui uno con lo scarico difettoso che emana maleodoranti olezzi. Anche se troviamo assieme al cuscino una copertina per la notte, la temperatura interna è alta. La colorazione interna è grigia con le fodere delle poltrone e tappeto del corridoio centrale blu. Partiamo alle 21.15, il sole sta tramontando tra le nuvole.

Passa più di un'ora prima che comincino a servire la cena; c'è da scegliere tra pollo e pesce. Quest'ultimo è un trancio di merluzzo in bianco come il riso che lo accompagna assieme a qualche pisello e pezzi di carote. Completano il vassoio una vaschetta con pollo e mais incredibilmente insapore, formaggino e burro da spalmare sul panino e una fettina di pane scuro e un dolcetto bianco ricoperto di cioccolato che se servito freddo sarebbe stato buono. Il problema della cena di stasera e del pranzo del volo precedente è che bevi prima e dopo mangi senza poter bere niente durante.

Volando in quota verso est, quindi nel verso contrario alla rotazione terrestre, la notte piena tra il tramonto e l'alba è stata non più lunga di un'ora. Una splendida luna piena ci sta accompagnando in questo viaggio sopra le nuvole.

Alle 23.00 ora italiana, l'una ora di Mosca, tocchiamo terra a Novosibirski scoprendo che questi vecchi velivoli sono molto rumorosi in fase di atterraggio; solo l'apatia annoiata della hostess e dello steward seduti sugli scanni dietro di noi ci tranquillizzano.

Piove e fortunatamente possiamo restare sull'aereo e provare a dormicchiare; è la prima volta che mi trovo su di un aereo durante il rifornimento. In questi casi per motivi di sicurezza i viaggiatori vengono fatti scendere quasi sempre. Si riparte dopo un'ora.

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