Guadalajara

12 aprile 1998, domenica

Oggi è Pasqua. Le chiese oggi come ieri sono piene di fedeli ma non si respira quel misticismo tipico delle città sudamericane; è un po' come la nostra Pasqua, se non entri nei luoghi religiosi non te ne accorgi, sembra una domenica come le altre.
Alla periferia nord della città c'è il Parque Mirador dove tra alberi, chioschi e campetti di gioco molti sono venuti a passare la giornata festiva. Da qui è possibile mirar il Barranca de Oblatos che assieme al Barranca del cobre è il più grande canyon del Messico. Forse non si è indovinato il periodo giusto per visitare il Messico; siamo alla fine della stagione secca per cui è tutto secco, arido, non c'è un filo d'erba. La situazione è aggravata dal fatto che l'ormai famoso Niño ha colpito anche qui la passata stagione delle piogge lasciando queste terre senza... piogge!!!
I bus in servizio urbano sono tanti, veloci e quasi tutti moderni; si paga 2$ a tasta a prescindere dalla destinazione. Ci sono tre compagnie diverse, il prezzo è identico; sullo stesso percorso le diverse compagnie adottano per i loro mezzi lo stesso numero. E' difficile rimanere seduti su questi bus perché si riempiono subito e c'è sempre una mamma con bambino a cui cedere il posto. Nelle filovie i seggiolini sono posti a 45° lungo le due fiancate così, non dovendo lasciare lo spazio tra due di essi per le gambe del passeggero, ci sono più posti a sedere. Anche nei bus urbani ci sono clown e suonatori che si esibiscono in cambio di pochi centesimos. Ai semafori, oltre a lavare i vetri, i lavavetri spolverano anche la carrozzeria, e spesso dividono l'incrocio con giocolieri che allietano con i loro numeri gli autisti in attesa del verde.
A Guadalajara, come a Città del Messico, tra i mezzi di trasporto ci sono anche i risciò a pedale; a differenza dei famosi mezzi indiani, questi sono normalissime mountain bikes che trainano il carrozzino. Il risultato è lo stesso, ma il fascino di quelli indiani è tutto un'altra cosa.
A sud-est della città ci sono due quartieri: Tlaquepaque e Tonalà; uno prima e l'altro dopo il terminal terrestre. Prima che venissero inglobati nella città divenendone periferia erano cittadine autonome tanto che hanno un centro storico tutto loro. Il centro storico di Tlaquepaque è stato completamente ristrutturato e chiuso al traffico; per le vie del centro ci sono solo negozi e ristoranti d'alto bordo mentre nello zòcalo c'è spazio per venditori ambulanti e clown. Il centro di Tonalà si sviluppa intorno a due chiese vicine; le stradine acciottolate si incrociano perpendicolarmente tra loro. Sul lato destro delle strade c'è la palificazione dell'energia elettrica e sull'altro lato quella per la telefonia; da ogni palo partono ordinatamente a raggiera i fili che servono le case dirimpettaie, basse e tutte ritinteggiate di recente con colori differenti e non intonati tra loro. Stranamente il groviglio di fili e gli assurdi accostamenti di colori delle case danno un certo fascino all'insieme.
Nella zona di Guadalajara oltre alle ottime spremute e variopinte macedonie è possibile trovare il cuore della pianta del maguey; si presenta di colore marrone, più chiara e più farinosa la parte interna, più scura e più sfilacciosa la parte esterna. E' molto dolce e gustosa, non si è capito grazie a quale procedimento la pianta da verde diventa marron e soprattutto commestibile.
Nei negozi di dischi spesso sono esposte le classifiche dei dischi più venduti nell'ultima settimana. Sono sempre due, una per i nazionali e l'altra per gli internazionali. Tra gli internazionali i soliti Madonna, Oasis ecc.; tra i nazionali, fra i primi dieci posti, almeno la metà sono bande, l'altra metà mariachi e solisti. Dalla lettura delle classifiche così stilate è impossibile stabilire quale sia il genere preferito dai messicani perché non sono riportate le quantità di dischi venduti, però per strada si sente solo musica nazionale. Nei tanti juke-box Madonna e compagni non sono mai gettonati e spesso non sono presenti neanche in selezione. La radio trasmette molti giornali radio, radio conferenze, dibattiti, interviste ecc. e nello scarso spazio restante prevale la musica nazionale.
Dal nord al sud del paese non c'è festa o manifestazione che non preveda la presenza di una banda musicale; i muri delle città sono piene di scritte coloratissime che pubblicizzano le esibizioni passate e future delle più disparate bande musicali. In Italia quando parliamo di banda musicale pensiamo subito alla banda dei carabinieri, a quella dei bersaglieri e simili che eseguono brani solo strumentali quasi sempre classici; qui la banda musicale si avvicina per genere ai nostri complessi che eseguono musica per balere e si differenziano da questi per il numero degli elementi, assai superiore, e per gli strumenti, predominano quelli a fiato.
Non sono presenti in nessuna delle due classifiche ma la loro voce si sente spesso: sono i vari Ramazzotti, Pausini e soprattutto il cecato Bocelli che cantano i loro successi in spagnolo. Andando in giro si sente molta musica, dalle case, dai negozi, dai radioregistratori che la gente porta con se e da quelli dei venditori di musicassette per strada; le sorgenti di musica come detto sono tante ma tutte hanno una cosa in comune... il volume al massimo!!!! In questo modo le musiche e le voci si accavallano creando nuove ed originali sonorità non sempre però gradite ai nostri delicati timpani.

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