Guanajuato

15 aprile 1998, mercoledì

Primera clase per Morelia, 4 ore di viaggio con la Flecha Amarilla, 64$ con partenza alle 8:20. Il paesaggio passa dalla savana pura a vallate intensamente coltivate. Oltre a grano ed orzo ci sono fagioli e soprattutto fragole che sono tipiche di queste zone. Il terreno è scuro, chiare origini vulcaniche, sinonimo di fertilità. Ad un certo punto la strada passa in mezzo ad un grande lago; la carreggiata è sopraelevata ma in questo periodo non ce ne sarebbe bisogno perché... non c'è una goccia d'acqua!!!
Finalmente un terminal terrestre in città; alloggiamo al Matador, di fronte al terminal, 120$ una singola e 170$ una tripla. Morelia è la capitale dello stato del Michoacàn; è in perfetto stile coloniale con tutte le costruzioni civili e religiose in pietra rosa, spesso scolpita. Lo zòcalo è grande, alberato, pieno di vita a tutte le ore. Su questa piazza domina la cattedrale che, avendo avuto tempi di costruzione molto lunghi, circa un secolo a partire dalla metà del '600, è una sintesi degli stili architettonici che si sono succeduti in questo periodo. Questi cambiamenti di stili si notano soprattutto nei due campanili gemelli con la parte bassa Herreresca, semplice e lineare, la parte centrale tipicamente Barocca e la parte alta con colonne e cupola classiche dello stile... Neoclassico.
Vicino al nostro albergo c'è il bellissimo cortile colonnato del palazzo Clavijero dove c'è il Mercado de Dulces; vendono tante leccornie da leccarsi i baffi. Alternati ai banchi dei dolci anche venditori di prodotti artigianali; qui sono specializzati nella lavorazione di legno e rame. La nostra attenzione è attirata da una lunghissima fila, formata essenzialmente da ragazzi; è un cinema e proiettano... Titanic. La lunga fila comunque non è dovuta unicamente al famoso film o al fascino dei suoi interpreti ma anche al fatto che il mercoledì il biglietto d'ingresso alle sale cinematografiche costa 10$ contro i 15$ degli altri giorni.
Una cosa positiva in questa città è un'ordinanza comunale che obbliga i costruttori di edifici nuovi a rispettare lo stile coloniale nelle facciate. Questa omogeneità è molto riposante ed evita le storture presenti in altre città dove edifici in stile moderno si alternano a bellissime costruzioni d'epoca.
Una decina d'anni fa ci fu una grossa epidemia di colera in Perù con centinaia di morti. Da allora, pian piano, senza raggiungere i toni drammatici dell'epidemia, il colera si è diffuso in tutto il sud e centro America. Attualmente in Messico ci sono circa mille casi di colera all'anno, sparsi un po' dappertutto nel paese, e di questi solo pochi divengono mortali. Per tenere sotto controllo la diffusione di questo male è stato fatto un grosso sforzo per migliorare la situazione igienico sanitaria del paese; il grado di pulizia delle città è buono ovunque, la basura passa direttamente dalla casa al camion che la raccoglie senza essere depositata in strada così non si formano cumuli che attirano ratti ed insetti vari. Servizi igienici pubblici sono stati costruiti un po' ovunque, sono tanti, puliti ed a pagamento; si paga poco, uno o due pesos, ma pagano tutti. In tutto il paese l'acqua che esce dai rubinetti delle varie reti idriche è stata dichiarata non potabile; per bere tutti utilizzano l'acqua purificata venduta in bottiglie dal mezzo litro ai due o in grossi bottiglioni da 30\40 litri. Questi bottiglioni si vedono ovunque, nelle case, negli uffici, negli alberghi tanto da diventare una presenza caratteristica del paese.

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