Oaxaca

19 aprile 1998, domenica

Dalla centrale bus di seconda prendiamo un pullman per Tlacolula, 5$, circa trenta chilometri da Oaxaca, sulla strada per El Tule e Mitla. C'è un vivacissimo mercato che comincia dalla stazione dei bus fino ed oltre la piazza con la chiesa più le stradine che da essa si dipartono. E' un misto tra artigianato, casalinghi ed alimentari; frequentatissimo soprattutto dagli indios della valle.
Anche in questo mercato sono in vendita prodotti di medicina naturale. Ci sono pochi prodotti già confezionati e tante vaschette contenenti polveri o rametti o pezzetti di legni vari e di varie misure; per ogni vaschetta un cartello indica la natura del prodotto ed i mali per cui è indicato. Sono a metà strada tra le nostre erboristerie ed i mercati delle streghe boliviani; non curano solo insonnia e raffreddori ma non arrivano ai talismani per il malocchio.
Uno spiazzo appena fuori città è vivacizzato, ed impolverato, dalla compravendita degli animali mentre il fabbro nella vicina bottega lavora a pieno ritmo per riparare o foggiare vecchi o nuovi attrezzi da lavoro o ferrare cavalli e muli per i contadini venuti qui per il mercato domenicale. Una strada adiacente la chiesa è riservata alla vendita delle coloratissime coperte prodotte nella vicina Teotitlàn.
Ho visto entrare in chiesa numerose coppie che indossano il vestito della domenica, con bambini in braccio vestiti di bianco, anche grandicelli, ed un grosso mazzo di fiori bianchi tipo gigli in mano; in chiesa però non si sono svolte cerimonie particolari.
Tornati ad Oaxaca bevute un paio di birre in uno di quei locali che qui in Messico aprono solo i giorni festivi. E' un locale molto spartano, tavolini e sedie di plastica per i clienti, un piccolo banco per il gestore, un juke-box a tutto volume e tantissime casse di birra. Le birre costano poco, tre pesos e mezzo la bottiglia da un terzo, rispetto ai cinque, sei pesos dei negozi ed agli otto, dieci pesos dei locali di ristoro tradizionali. Per ogni bottiglia che si ordina nel prezzo è compreso uno stuzzichino; a noi è toccato un piattino con cetrioli e peperoncini verdi piccanti ed un piattino di fegatelli di animale ignoto cotti al chili. Questi stuzzichini sono rigorosamente piccanti così da invogliare, o costringere(!!!), gli avventori a bere. Nel primo pomeriggio i clienti sono pochi ma fino a stasera questo locale sfornerà decine di ubriachi che difficilmente troveranno poi la strada di casa.
In Messico pochi fumano, la droga vista la vicinanza degli USA sarà sicuramente usata ma non eccessivamente perché non si notano gli effetti collaterali; quella che è una vera e propria piaga è l'alcolismo, presente soprattutto tra gli indios.
Partiamo da Oaxaca per San Cristobal in perfetto orario; il pullman è pieno in ogni ordine di posti. Si esce dalla città prendendo l'ormai nota strada per Mitla. Si procede molto lentamente perché la strada è trafficata, poi man mano che ci si allontana dalla capitale il movimento diminuisce tanto che la velocità di crociera può... diminuire ulteriormente perché inizia una serie ininterrotta di curve.
Mezz'ora di sosta per la cena; spaghetti in brodo e birra, 20$. Tranne brevi rettilinei la strada è un continuo curvare tra salite e discese. Due brusche frenate hanno svegliato quei pochi che riuscivano a dormire; la prima a causa di tre vacche trovate improvvisamente dietro una curva e la seconda per una curva più secca del previsto che ha sorpreso l'autista. Fare l'autista su questa linea e per giunta di notte non è per niente piacevole.

start prev next end