Jaigaon

Jaigaon, 6 novembre 2015, venerdì

Primo step mattutino all’ufficio immigrazione indiano dove un solo impiegato provvede al visto d’uscita operando rigorosamente a mano. Passiamo la frontiera che qui si materializza con la Bhutan gate, un bel portale di legno con la classica decorazione bhutanese ed andiamo all’ufficio immigrazione del Bhutan dove due addetti con uso del computer ti fanno la foto digitale e prendono le impronte dei due diti indici. In un’ora in tutto ce la caviamo anche perché siamo usciti dall’albergo alle 7.00 e siamo stati i primi… clienti in entrambi gli uffici.

Il primo impatto con il Bhutan è sconvolgente tanto è il divario tra lo sporco caos infernale di Jaigaon e la tranquilla pulizia di Phuentsholing che fisicamente sono la stessa città divisa solo dal confine; se come orario il Bhutan è avanti di mezz’ora rispetto all’India dal punto di vista della pulizia qui sono avanti di anni…

È nuvoloso; la nostra guida che ci accompagnerà per tutto il soggiorno si chiama Kezan, è giovane, alto e vestito con l’abito tipico bhutanese così come Pema, l’autista.

È la prima volta che vedo i bambini andare a scuola nel cassone di un camion; sarà uno scuolatruck. Gli scolari di ogni ordine e grado indossano come divisa l’abito tipico del posto.

La strada per Thimphu è discreta ma è stata interessata da diverse frane; in questi punti si stanno costruendo dei muraglioni protettivi utilizzando lo stesso materiale franato. Per ridurre i grossi massi in pietre adatte all’uso entrano in gioco i mazzolatori armati di pesanti mazzole; l’ulteriore sminuzzamento è fatto dalle donne spesso accompagnate dai loro figlioletti che giocano tranquilli tra i cumuli di pietre.

La strada è tutto un saliscendi tra alti passi e fondo valli. Lato monte la carreggiata ha una canaletta per la raccolta delle acque piovane; tra questa canaletta più bassa ed il fondo asfaltato più alto c’è circa un metro di inspiegabile sterrato. Molte squadre di tre, quattro operai stanno pulendo la canaletta e tagliando l’erba dove è cresciuta nello sterrato; logicamente il tutto rigorosamente a mano senza l’ausilio di mezzi meccanici. Sia questi che i mazzolatori sono di chiara provenienza indiana.

Lungo la strada ci sono, ad intervalli regolari, cartelli con scritte che invitano alla prudenza, a non guidare brilli ecc. la più originale recita: Sei sposato da poco? Vai piano, non divorziare subito!

Man mano che ci si avvicina alla capitale si vedono tantissimi peperoncini rossi stesi ad essiccare al sole, soprattutto sui tetti. Le case nuove, costruite o in fase di costruzione sono bellissime, si rifanno alla tradizione con esterni intonacati ed infissi in legno laccato e dipinto; l’unica stortura, per me, è il tetto in lamiera ondulata.

Una rotonda con al centro un elefante stilizzato, due campi da calcio con verdissima erba sintetica ed una pista di atletica in tartan azzurro ultimo grido danno il benvenuto in città. Mangiato in un piccolo ristorante a buffet; il cibo è buono e paghiamo solo le bevande che sono carissime rispetto alla media indiana. C’è parità tra rupia indiana e quella bhutanese per cui non abbiamo necessità di cambiare; le rupie indiane sono accettate compreso i pezzi da 500Rps contrariamente a quello che ci avevano detto. Una bottiglia da mezzo litro d’acqua costa 50Rps contro le venti di una bottiglia da un litro in India.

Il Living Museum è piccolo ma carino; è il museo delle tradizioni popolari del Bhutan, realizzato in una casa tradizionale Bhutanese che contiene mobili e utensili che permettono di avere un’idea precisa sullo stile di vita e degli oggetti di uso corrente presso le comunità rurali del paese; tra piano terra, primo piano e cortile si possono ammirare i vecchi mestieri dal vivo come la tessitrice, la cuoca che tosta il riso ecc. Imbarazzante prova di tiro con l’arco: abbiamo incolpato l’inadeguatezza dell’arco o delle frecce per giustificare i nostri tiracci fino a che non ha tirato la nostra guida con lo stesso arco e con le stesse frecce…

Impressionante un ragazzo che senza l’uso delle mani per malformazione congenita intaglia il legno impugnando martello e scalpello con i... piedi. Simpatico il bambino, figlio della guida del museo, che adotta i visitatori che lo fotografano e che gli fanno successivamente vedere il risultato dal piccolo monitor della macchina fotografica.

Il National Memorial Chorten è stato costruito in onore del terzo Re morto nel ’72 e molto amato dalla popolazione. E’ un chorten in stile tibetano ed è considerato uno degli edifici religiosi più importanti e uno dei monumenti più rappresentativi della città. Kezan mette, sopra il gho, l’abito tradizionale, una lunga sciarpa color crema, il kabney, che è indossata in segno di rispetto in occasioni speciali o durante le funzioni religiose.

È frequentatissimo; c’è una moltitudine di persone, di tutte le età, uomini e donne che vengono qui a pregare. Alto, bianco, sormontato da una guglia dorata, si erge su un sagrato quadrato percorso dalla moltitudine di fedeli che vi girano intorno, in senso orario, per tre volte come vuole la regola buddhista.

Ai quattro lati del sagrato, sul prato sotto i tendoni, quattro gruppi di monaci delle quattro scuole buddhiste tibetane pregano assieme. L’insieme è molto mistico con gruppi di anziani seduti per terra a pregare e giovani studenti venuti qui dopo l’orario scolastico per una preghiera veloce a completare il quadro.

Il Buddha Dordenma è una cosa immane; è una statua del Buddha storico, Shakyamuni, seduto nella posizione del loto, alto più di 50 metri. Poggia su di un enorme piedistallo dorato che a sua volta poggia su di un sagrato a cui si accede salendo una quindicina di scalini dall’enorme piazzale che circonda il tutto. Lungo il perimetro del sagrato ci sono decine di statue dorate che rappresentano angeli.

L’enorme statua contiene 125000 statue più piccole dello stesso Buddha ognuna delle quali, come il Buddha Dordenma è fatta di bronzo e dorata in oro, mentre nel piedistallo c’è un grande tempio tutto dorato con splendidi soffitti, pavimenti e statue del Buddha. L’interno del tempio non è ancora finito ma già così è bellissimo anche se in stile moderno.

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