Kathmandu

18 novembre 1992, mercoledì

Si nota subito una netta differenza tra India e Nepal, una differenza però contraria a quella che mi immaginavo. Il Nepal, o almeno Kathmandu, é molto più occidentalizzata, strade pulite, persone non vestite con abiti tradizionali, poche auto ma di diverse qualità; i tratti somatici sono completamente differenti, tendono più all'orientale.

I negozianti non sono molto mattinieri, come gli uffici pubblici del resto; al Nepal Rastra Bank cambiate 40 sterline per 2789,60Rp meno l’1% di commissione. Il dollaro lo cambiano a 46,08Rp. Allo sportello sono molto veloci ed efficienti e i soldi sono giusti contrariamente all'esperienza dello sportello dell’aeroporto di Delhi.

Kathmandu - Tra lavaggi e abluzioni

Quelli che sembrano essere le guardie giurate nepalesi sono molto caratteristici; impettiti, aria severa, divisa grigia a righe chiare, armati con fucili che risalgono almeno alla prima guerra mondiale, presidiano l'ingresso delle banche. Su un tavolino i clienti depongono le loro armi prima di entrare; solo coltelli, ma tanti. Questi coltelli fanno parte del costume o… servono a difendersi?

Nella zona del Kathmandu Durbar Square c’è un Tourist Information Centre. Il Durbar Square è una grande piazza intorno alla quale sorgono molti templi e palazzi; belli il tempio di Narayan, il tempio di Shiva e Parvati e il Palazzo del Museo del Re. Comunque a parte la bellezza dei singoli edifici, sacri e non, è l’insieme che è degno di nota.

Tutto intorno c’è una miriade di banchetti dove vendono souvenir per turisti; ci sono molti oggetti vecchi di buon valore e poco prezzo. Al mercato nero cambiano il dollaro a 50Rp; i biglietti da 100$ a 51Rp.

Pomeriggio in motorickshaw fino al Pashupatinath Temple. E' un insieme di templi grandi e piccoli. Un grosso elefante dorato è rivolto verso il tempio più grande dove è vietato l’ingresso ai non indù e da dove arriva il suono classico della musica devozionale. Tutto il complesso sorge sulle rive del fiume Bagmati. Su entrambe le sponde ci sono i ghat ma dato che il fiume in questo periodo è quasi in secca sono usati solo quelli della riva bagnata dall'acqua.

Lungo questi ghat ci sono quattro parallelepipedi di pietra su cui vengono cremati i morti. Vengono cremati sia gli indù che i buddhisti; a differenza di Varanasi, dove i morti venivano cremati solo se superiori a 15 anni di età, qui il limite è dato dalla crescita dei denti. A Varanasi chi non è cremato è gettato nel fiume con un peso al piede, qui è sotterrato.

Pashupatinath Temple

Il morto viene portato al fiume su di una barella di bambù seguito da parenti e amici, tutti uomini; viene adagiato per terra e iniziano i preparativi. Si costruisce un'altra barella di bambù, quella precedente è portata via dai portantini.

La pira viene costruita meticolosamente tronco su tronco e l'ultimo tronchetto è messo a mo’ di cuscino tanto che il corpo assumerà una posizione inclinata.

Ultimate pira e barella, il corpo denudato e coperto da telo bianco viene messo su quest'ultima; i parenti più stretti gli fanno fare tre giri intorno alla pira e poi ve lo adagiano sopra. La barella viene rismontata e il corpo rimane teso sulla pira con caramelle, fiori, polveri colorate e monete spicciole con cui era stato coperto in precedenza. Scoperta la faccia mettono in bocca al defunto caramelle e banconote.

E’ ora coperto con paglia inumidita nell'acqua del fiume dopodiché i figli danno fuoco alla pira.

Il fuoco ormai é alto; un vecchietto seduto accanto a noi spiega che tra poco l'uomo sulla pira rinascerà in qualche altro angolo della terra. Lui ci dirà quando sarà il momento, ma andrà via un po’ prima perché, dice, non è bello assistere alla rinascita.

Scopriamo così che questo momento coincide con l'inizio della… puzza di carne bruciata! La pira brucerà per tre, quattro ore; nel frattempo i parenti più stretti, se non l'hanno già fatto, si fanno radere il capo a zero tranne un piccolo ciuffo sulla nuca.

Quando ormai sono rimasti solo tizzoni accesi, questi vengono gettati nel fiume dai parenti stretti; con una canna di bambù il grosso, poi con secchiate d'acqua viene pulita la piattaforma su cui è avvenuta la cremazione. I parenti stretti si lavano ora nel fiume compiendo gesti rituali suggeriti da persone più esperte che fungono da cerimonieri; dopo il bagno questi si cambiano d'abito sostituendo i vecchi vestiti che gettano nel fiume con altri bianchi che vengono loro lanciati, senza che ci sia un passaggio diretto.

Mangiato spaghetti alla amatriciana con pasta fatta in casa alla… Bella Napoli di Kathmandu; mangiabili.

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