Oaxaca

18 aprile 1998, sabato

E' la capitale dell'omonimo stato di Oaxaca, stato battuto in povertà solo dal Chapas; sembra che questo stato sia il maggior produttore di... emigranti di tutto il Messico. Terra degli zapotechi, tra i popoli che maggiormente si erano evoluti prima che gli atzechi prendessero il sopravvento nella zona.
Vicino alla centrale bus di seconda classe c'è un mercato; è conosciuto come central de abastos. Il nucleo centrale è presente tutti i giorni ma il sabato raddoppia con venditori provenienti da tutta la regione che occupano i posti disponibili via via più lontani dal centro. Il sabato c'è anche una sezione dedicata agli animali con i maialini a farla da padroni assieme alle venditrici che con il loro caratteristico mantesino contrattano vivacemente il prezzo degli animali esaltandone tutti i pregi.
Dopo la contrattazione e l'acquisto, per gli acquirenti nasce il problema del trasporto; polli, galline, tacchini e maialini si possono portare tranquillamente sotto il braccio fino a casa anche dentro i bus ma i problemi nascono quando occorre convincere pecore, capre o maiali più grossi ad attraversare la strada trafficata e salile sul cassone di un pick-up o, peggio ancora, sul tetto di un pullman di linea.
Salvo i venditori del sabato, che si piazzano un po' come capita, gli altri sono organizzati in modo da creare delle zone omogenee di prodotti. Troviamo la zona alimentare, quella dei prodotti in legno, del carbone, della paglia, delle ceramiche, del pesce secco e, specialità del posto, delle cavallette. Sono vendute secche, colore rosso scuro, le più grandi lunghe circa due centimetri, meno della metà le più piccole.
Tutti i prodotti sono esposti in maniera ordinata ma il settore frutta ed ortaggi merita la palma del più artistico; la fragranza della merce e la cura con cui sono sistemati trasformano ogni banco in un quadretto profumato.
Per San Cristobal de las Casas ci sono solo due corse notturne della Cristobal Colon, una di primera alle 19:30 e l'altra plus alle 20:00; prenotati i posti sul bus di primera di domani, 158$.
Il centro della città è rappresentato dal grande zòcalo, chiuso al traffico, con bar e ristoranti sotto i portici che la circondano dove si mangia, si beve e si ascolta la musica eseguita dai numerosi gruppetti che suonano e cantano famosi motivi messicani e latinoamericani. Nel centro dello zòcalo ci sono numerose panchine in ferro battuto ma durante il giorno sono libere solo quelle al sole mentre quelle all'ombra dei tanti alti alberi sono sempre occupate da persone che si guardano bene dall'alzarsi.
In Messico gli zòcali delle città, ogni città ne ha uno, sembrano progettati dallo stesso architetto, cambiano solo le dimensioni e la forma che può essere quadrata o rettangolare; hanno tutte quattro viali, due che uniscono i vertici del perimetro e due che uniscono i centri dei lati. Tutti e quattro si incrociano al centro della piazza dove è posto un chiosco sopraelevato. Nei viali ci sono molte panchine che possono essere di cemento o di ferro battuto nello stesso stile del chiosco e, nello spazio rimasto libero dai vialetti, prati, fiori ed alberi. E' la piazza principale della città, spesso su di essa affacciano la chiesa principale ed il palazzo del governo; può avere nomi diversi ma tutti la conoscono come zòcalo ed è sempre molto frequentata.
Qui ad Oaxaca di fianco allo zòcalo c'è un'altra piazza, meno bella ma altrettanto movimentata su cui si affaccia la cattedrale con la sua bella facciata barocca. Ad un paio di quadre dalla piazza della cattedrale parte calle Alcalà, chiusa al traffico, tanti negozi, molto animata.
Dalla centrale bus di segunda, più grande di quella di primera ma più scalcagnata, partono scalcagnati bus con destinazione finale Mitla che passano per El Tule, 3$. Questo pueblo si trova a circa dieci chilometri da Oaxaca, poche case sulla strada parallela ad un ramo secco di una secca ferrovia e la solita chiesa. Questa cittadina, dove a nessuno mai sarebbe venuto in mente oggi di fermarsi, deve la sua popolarità a qualcuno che due o tre mila anni fa piantò qui una specie di cipresso, un Ahuehuete, che oggi dopo tanti anni è diventato l'albero più grande delle americhe con un tronco dal perimetro di 57 mt che sorregge una chioma foltissima alta 41 mt. A vederlo con superficialità sembra che l'albero sia stato piantato davanti alla chiesa ma se si pensa che l'albero in questione è più vecchio di Cristo si vede che anche in questo caso i preti hanno saputo scegliere il posto giusto per piantare la loro chiesa. E' enorme; per fotografarlo nella sua interezza, con il grandangolo, occorre andare in fondo alla vicina piazza. Un recinto lo protegge dai graffiti dei visitatori.

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