Quetzalcoatl

quetzalIl nome degli Aztechi significa popolo di Az. Del resto, quando gli spagnoli invasero il Messico, gli aztechi stessi dissero loro che provenivano da un terra nel mare chiamata Aztlan. Per molti secoli i Maya, i Toltechi e gli Aztechi, come altri gruppi dell' america centrale, e come i Chibcha, gli Aymara (gli eredi degli Incas assieme agli Quechua) e i Quechua del sud america, avevano serbato leggende di misteriosi stranieri bianchi venuti dall'Est (quindi da dove si trovava l'Atlantide) che erano stati per loro maestri di arte e di civilta', e che se ne erano poi andati promettendo di ritornare.

Quetzalcoatl (nella lingua precolombiana quetzal: uccello e coatl: serpente), il dio barbuto degli Aztechi e dei loro predecessori, i toltechi, secondo le leggende era salpato verso le sue terre nei mari d'oriente (quindi in direzione dell'Atlantide) dopo aver fondato la civilta' tolteca. Inoltre, aveva detto che sarebbe tornato per governare ancora quella terra.
Secondo la tradizione egli giunse dal mare per insegnare agli uomini l'uso del fuoco, la costruzione delle abitazioni, e tutte quelle conoscenze necessarie alla creazione di una vita civilizzata. A differenza di molte altre divinita' non era un essere antropomorfo ma ci viene descritto come un uomo bianco, alto robusto, una fronte ampia e una folta barba.
Questo stesso Quetzalcoatl, il serpente piumato era adorato dai Maya con il nome di Kukulkan, per altri popoli centroamericani il suo nome era di volta in volta Gucumatz, Itzamana oppure Votan. Ma anche il Sud America aveva avuto il suo fondatore di civilta' e cosi' sulle Ande era approdato Viracocha, Spuma del mare, la cui descrizione fisica é la stessa di Quetzalcoatl.

Quando gli spagnoli arrivarono in Messico, Montezuma, l'imperatore azteco, cosi' come molti dei suoi sudditi, credeva che Quetzalcoatl o almeno dei suoi messaggeri fossero riapparsi.
Essi chiamavano gli spagnoli teules, gli déi, sopratutto perche' il loro arrivo era stato annunciato da numerosi presagi. Per una straordinaria coincidenza poi, gli spagnoli arrivarono al termine di uno dei cicli di 52 anni del calendario azteco. Una particolarita' di questo ciclo era legata alla ricorrente nascita di Quetzalcoatl, il che fece credere agli aztechi che Quetzalcoatl tornasse nell'anniversario della sua nascita.
Montezuma cosi' invio' dei messaggeri per dare il benvenuto agli spagnoli, con dei doni per il loro ritorno a casa in Messico. Cortés giocò abilmente sull'equivoco per rendere schiavi e sopratutto spogliare delle proprie ricchezze gli aztechi.

Quetzalcoatl E Xolotl contro Tezcatlipoca

Quetzalcoatl era la più importante divinità mesoamericana. Nella mitologia tolteca ed azteca, egli è una sorta di eroe e demiurgo che insegna agli uomini la scrittura, la lavorazione dei metalli e l’arte della coltivazione, specie del mais. Grande benefattore dell’umanità, era conosciuto soprattutto sotto il nome di Serpente Piumato, ed era il dio del cielo e del sole, dei venti e della stella del mattino. Promotore della civiltà ed educatore, venne spesso confuso con un omonimo sovrano tolteco del X secolo.
Amato da tutti gli dei poiché buono e generoso, era per questo odiato dal fratello, Tezcatlipoca, detto lo Specchio Fumoso per un suo specchio in cui leggeva i pensieri altrui. Un giorno, mentre Quetzalcoatl dormiva, Tezcatlipoca lo trasformò in uomo, inculcandogli bisogni e desideri umani. Al risveglio, Quetzalcoatl fu assalito dalla vergogna per il suo aspetto, ma suo fratello gemello, Xolotl il coyote, lo aiutò mascherandolo da serpente color turchino, e dotandolo di un mantello di piume verdi, rosse e bianche. Fu da allora che Quetzalcoatl assunse il nome di Serpente Piumato.
Il malvagio Tezcatlipoca, ancora insoddisfatto, fece bere al fratello una tazza di pulque, un liquore ricavato dall’agave, un allucinogeno che spinge a commettere turpi azioni. Quetzalcoatl, ripresosi e resosi conto di quanto aveva fatto, volle darsi la morte. Si diede fuoco sulla riva del mare, e dalle sue ceneri presero forma i maestosi uccelli quetzal, dalla lunga coda e dalle penne verdi, rosse e bianche.
Il suo spirito, accompagnato da quello del fratello Xolotl, scese nella terra dei morti dove risiedeva Mictlantecutli, padre degli dei e custode delle Ossa Preziose. I due fratelli ne volevano qualcuna, ma il custode le negò, asserendo la sciagura che poteva scaturire dalla possibile rinascita di quei corpi, appartenuti a uomini uccisi dagli dei a causa della loro malvagità. Xolotl allora ne addentò uno, e fuggì col fratello, invano richiamati da Mictlantecutli. Giunti all’uscita della terra dei morti, ad un tratto l’osso, sfuggito alla bocca di Xolotl, cadde su un sasso rompendosi in due pezzi, uno grande ed uno piccolo. Quetzalcoatl li raccolse, e vi fece cadere alcune gocce del suo sangue. Xolotl vi aggiunse la sua magia e, qualche giorno dopo, da quelle ossa nacquero due bambini, un maschio ed una femmina. Essi erano la prima coppia della nuova stirpe umana.
Quetzalcoatl insegnò loro a coltivare il mais, a fabbricare vasi e tessuti, a creare mosaici e lucidare la giada, nonché a studiare le stelle e calcolare i giorni dell’anno. Terminato il suo insegnamento, salì su una zattera trainata da serpenti e si allontanò nel mare, promettendo il suo futuro ritorno. Infine, Quetzalcoatl svanì trasformandosi nella stella del mattino (il pianeta Venere).
Quando il conquistador spagnolo Hernan Cortés apparve nel 1519, il re azteco Montezuma II fu facilmente convinto che Cortés fosse il dio che tornava.