Grosseto

Grosseto, 29 ottobre 2015, giovedì

Raggiungo Roma Ostiense con il treno IC 501 che… come da regolamento accumula una mezz’oretta di ritardo. Ha piovuto questa notte ma stamattina splende il sole; incredibilmente ci sono già gli addobbi natalizi alla galleria di negozi di fronte casa. Non siamo ancora nemmeno a Novembre!!!

Ricca colazione ad Ostiense più treno metropolitano per Fiumicino. Il check-in per i voli Emirates è al Terminal 3, tutta una serie di banchi alla fine del salone. La fila è lunghissima ma scorrevole perché sono numerosi gli addetti alle operazioni. Carta d’imbarco anche per il volo da Dubai a Kolkata dove arriveranno direttamente i bagagli. L’uscita è la G4; un addetto separa i comuni mortali da quelli che devono andare in Israele e Stati Uniti che immagino subiranno controlli più serrati. Per noi controlli di routine e la formalità del controllo passaporti.

Sono le 13.00, manca ancora mezza ora all’apertura del nostro gate e la fila è già imponente; per farci passare la hostess di terra vuole, oltre alla boarding card anche il passaporto che mi restituisce senza nemmeno aprirlo… forse ispiro fiducia!

Il finger ci immette in un bellissimo A380-800 dal giovane aspetto; posto 79c vicino al cucinotto. Il frontale è ultra tecnologico con uno schermo ultra wide touch screen dove è possibile vedere films con una ampissima scelta tra nuovi e classici compresa una buona selezione di Bollywood movies. Una mascherina simile ad un’autoradio, sganciabile, funge da joystick per i giochi oltre a dare la possibilità di ascoltare musica da centinaia di canali diversi. Se tutto questo non è sufficiente è possibile collegare tramite presa USB il proprio device e rivedere le foto scattate, vedere ed ascoltare i propri films e compilations. C’è anche una multi presa che permette di ricaricare le batterie.

Dal monitor, nella sezione Informazioni di viaggio oltre a sapere in tempo reale la posizione dell’aereo, altitudine, velocità ed altro è anche possibile vedere le immagini esterne dell’aereo riprese da tre microcamere piazzate all’esterno della fusoliera una sul muso che simula la visione del pilota, una sotto la pancia invia le immagini della terra o del mare che si sta sorvolando e la terza posta sul punto più alto della coda e, rivolta in avanti, mostra le immagini al di sopra dell’aereo.

Ci muoviamo alle 15.00 con venti minuti di ritardo ed è bello vedere dal monitor come si segue il crossover Fiat giallo che ci pilota fino alla pista di decollo. 3074 miglia ci separano da Dubai; decolliamo verso il mare e dopo una trentina di miglia viriamo verso sud. A 5000 piedi siamo tra i due strati di nuvole, quelle basse piene d’acqua e quelle alte stratificate, ad una velocità di 300 Mp/h in piena accelerazione.

Dopo 20 minuti siamo su Napoli e dopo altri 30 minuti tagliamo la parte calabra dello stivale passando in pochi minuti dal Tirreno allo Ionio; il tempo stimato di volo è di 5 ore e 20 minuti con arrivo previsto alle 23.30 circa, ora locale, 2 ore di fuso avanti a noi.

Abitare vicino al cucinotto significa… sentire tutti gli odori per primo, essere servito per ultimo e, cosa peggiore, mangiare gli avanzi; infatti è finita la pecora e mi tocca il pollo. Alla Emirates la qualità del cibo è tradizionalmente buona ed oggi si conferma il trend positivo; unico problema è che il vassoio è diventato un puzzle con tutte le vaschette incastrate alla perfezione. Occorre massima concentrazione prima di effettuare una mossa; se la sbagli, nella migliore delle ipotesi, ti rovesci qualcosa sui pantaloni altrimenti rovini il vestito buono del vicino.

Pollo con purea, salsa ai peperoni leggermente speziata e due broccoletti lessi. Pasta fredda con una mozzarellina ed un pomodoro secco con dentro un cappero. Pane con semi di girasole. Mini crostini con formaggio spalmabile tipo philadelfia ed una salsa piccante. Come dolce crema alla nocciola con sopra una specie di sbriciolata di cacao ma morbida e sotto marmellata di ciliegie. Quattro confettini Tic Tac ed uno schifosissimo cioccolatino che ha rovinato il tutto. Vino rosso francese servito… freddo.

Le hostess sono tutte giovani e belline; la divisa è color nocciola con righine verticali color panna con camicetta senza colletto color panna a righine verticali nocciola e cappellino rosso con foulard color panna che esce dal cappello e avvolge il collo come una sciarpa. Scarpe rosse come il cappello. Nel dopo cena un paio di hostess passano tra le poltrone e chiedono ai ragazzini se vogliono farsi fotografare con una Polaroid, i maschietti con il cappello da capitano e le femminucce col fez sciarpato da hostess.

Il cielo… sotto di noi è nuvoloso ma dalla cartina si evince che al tramonto siamo passati sopra il Cairo; poi sorvolato parte dell’Egitto prima che una virata verso est ci ha fatto tagliare per il Mar Rosso prima e Penisola Arabica dopo. Una volta sul Golfo Persico virata a sud puntando dritti su Dubai. Per ingannare l’attesa un gelatino alla vaniglia.

Usciti da uno dei pochi finger al mondo appositamente costruiti per questo gigante dei cieli su cui abbiamo volato e seguendo le rosse indicazioni della Connection ci troviamo subito in coda per il security check dei bagagli a mano come se in volo ci fossimo potuti rifornire di pistole e bombe a mano. Salite le scale ci troviamo nella zona partenze con negozi Duty Free stupendamente luccicanti; le grandi firme dell’abbigliamento, degli accessori e dei profumi ci sono tutte assieme a negozi di elettronica, foto e video con personale abbondante, elegante e pronto a farti provare profumi e macchine fotografiche da migliaia di dollari.

La struttura è grandiosa con altissime colonne rivestite d’acciaio inox che sorreggono questi immensi padiglioni con scale mobili e ascensori a vista grandi come miniappartamenti ma perfettamente intonati all’ambiente che assieme ai trenini ti spostano tra i vari terminal. Curioso il treno su gomma senza macchinista che si muove su una linea provvista di segnali luminosi… chi li vede e soprattutto chi li deve rispettare?

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