Calcutta

Calcutta, 14 novembre 2015, sabato

Il nostro Padatik Express dovrebbe arrivare alle 6:45 alla stazione di Kolkata Sealdah ma a quest’ora si cominciano a vedere solo le prime case o baraccopoli della vasta periferia di Calcutta. Nonostante il gran numero di binari che convergono alla metropoli indiana restiamo imbottigliati nel traffico locale e procediamo lentamente con continui stop and go.

I viaggiatori che non devono arrivare al capolinea ne approfittano per scendere nei pressi delle stazioni satellite così che i binari si riempiono di viaggiatori con bagaglio anche notevole che raggiungono a piedi le varie stazioncine.

Con un minibus raggiungiamo l’albergo che è lo stesso dell’altra volta, il Lindsay, di fronte al New Market. Le camere non sono ancora a nostra disposizione, comunque ci registriamo in ingresso con la solita procedura lenta e macchinosa; che ci siano dei form da compilare e passaporti da fotocopiare lo posso capire come posso capire che il tutto avvenga ad un ritmo lento ma che si perda tempo a controllare minuziosamente che ogni fotocopia appena fatta sia perfettamente conforme all’originale…

Operai specializzati in cerca di ingaggio sono seduti in fila lungo il marciapiede con i pochi ferri del mestiere che ne specificano le competenze ben in vista davanti a loro; sega per il falegname, scalpello e martello per lo scassatore, mestola per il muratore ecc.

La città si sveglia pian piano; i primi ad attivarsi sono gli street food che sono già in piena attività con i primi clienti che mangiano.

All’interno del New Market, nel reparto carni, a parte il puzzo nauseante, bella la scena di un gatto che sul banco mangia tranquillamente i bocconcini che gli ha dato il macellaio.

Chiedo informazioni al vigile urbano seduto nel suo gabbiotto intento a leggere il giornale: mi guarda senza proferire parola… imbarazzante. Le strade sono piene di gente di tutte le età e ceto sociale tutte in preda alla sindrome dello shopping selvaggio; in effetti è sabato e da che mondo è mondo… in ogni parte del mondo… succede la stessa cosa.

Bolgia nella bolgia… la stazione dei bus dove, tra l’altro, i portatori caricano le merci contenute nei sacchi sul tetto dei pullman salendo le scale con i sacchi in equilibrio in testa; si esibissero in un circo farebbero sicuramente più soldi…

Un tram è deragliato; due operai con un carro attrezzi, vetusto come i tram di Calcutta, in meno di dieci minuti lo rimettono… in piedi. Prima lo trainano in obliquo per avvicinare la ruota alla rotaia e poi usando la ciabatta di ferro lo riportano su; stessa operazione per ogni asse sviato. Velocissimi e bravissimi; da notare che il tutto è avvenuto con il conducente ed i viaggiatori a bordo…

Cenato nel ristorante dell’albergo posto sulla terrazza dell’edificio; tanta scena, poca sostanza. Non vale i soldi spesi.

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