Santiago Ixcuintla

8 aprile 1998, mercoledì

Finalmente siamo riusciti a trovare il modo di raggiungere Huaynamota, un paesino huichol sulla Sierra dove sembra valga la pena di seguire i festeggiamenti per la settimana santa. Ci sono giusto quattro posti sull'aereo pronto a partire e trattenuto a terra per farci salire ma al momento di pagare scopriamo che non è possibile tornare la sera perché le condizioni atmosferiche pomeridiane non permettono di volare a questi piccoli aerei. Rimandiamo la partenza a domani perché dobbiamo attrezzarci per passare la notte all'agghiaccio.
Si ripiega per Tepic, poco più di un'ora di viaggio in pullman di 2^ classe della Sonora, 25$ a testa. Non è grande ma è la capitale dello stato del Nayarit e come tutte le capitali è pulita ed ordinata. Poiché è l'ultimo giorno d'apertura delle banche prima del lungo ponte pasquale decidiamo di cambiare soldi nella banca vicino al palazzo del governo, una bella costruzione coloniale tinteggiata di giallo e porpora; la scelta della banca non è stata felice, un'ora di fila perché due individui hanno bloccato con un'infinità di operazioni due sportelli sui tre disponibili.
La cattedrale ha una bella facciata in piperno come i due campanili gemelli; di fronte la grande Plaza Principal molto frequentata. Vicino al terminal terrestre di Tepic c'è una grossa fabbrica fumosa dove lavorano la canna da zucchero; nel piazzale sono parcheggiati numerosi camion carichi oltre misura che attendono di scaricare. Sono giorni che si notano punti in comune tra questa zona e Cuba sia nella vegetazione che nei lineamenti della gente; la massiccia presenza della canna da zucchero rafforza questa tesi.
In città ci sono molti chioschetti volanti che vendono la canna pulita e tagliata a tocchetti da succhiare ed altri che con attrezzature vecchie ma efficienti ne ricavano un succo verdastro; 4$ per un grosso bicchiere di dolce nettare.
La monotonia del viaggio di ritorno è stata interrotta da due ragazzi che posizionatisi uno in testa e l'altro in coda nel bus hanno inscenato un duetto comico gradito alla maggioranza dei viaggiatori.
Il Messico è una repubblica federale formata da una ventina di stati. Il maggior partito da sempre è il PRI, Partito Rivoluzionario Istituzionale. Come sempre accade, i partiti che governano sia nelle sedi centrali che in quelle periferiche con maggioranze quasi sempre assolute sono accusati di corruzione, brogli elettorali, incapacità, occupazione dei mezzi d'informazione ecc.; a questa consuetudine non è sfuggito il PRI e la storia, anche recente, ha dimostrato che le accuse non sono affatto infondate. Oltre ai mezzi d'informazione tradizionali come televisione, radio e giornali il partito utilizza per la propaganda anche le scritte murarie. Lo stile ricorda le scritte fasciste o quelle più recenti che si possono leggere sui muri cubani. La forma è standardizzata dal nord al sud del paese con il simbolo del partito e gli imperativi a caratteri cubitali; il rosso ed il verde su sfondo bianco sono i colori predominanti che coincidenza vuole siano anche i colori della bandiere messicana.
La propaganda politica muraria si integra perfettamente con le altre scritte pubblicitarie anch'esse murarie. A creare questi moderni murales sono degli artisti che disegnano il prodotto da reclamizzare ed i caratteri dello slogan: chissà se il grande e famoso Rivera iniziò la sua carriera proprio con i murales pubblicitari???

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