Città del Messico > Londra

28 aprile 1998, martedì

Alle quattro ora messicana è già giorno ma il personale di bordo obbliga a tenere ancora chiuse le tapparelle degli oblò. Il volo scorre via liscio fino ad Heathrow dove atterriamo alle 8:45 messicane, 14:45 londinesi, 15:45 italiane, in perfetto orario. Arriviamo al terminal 4 ed in cinque minuti di bus raggiungiamo il terminal 1 da dove partirà alle 17:40 l'aereo per Roma .
C'è da far passare tre ore. I negozi nell'area aeroportuale sono tanti, tutti luccicanti, ma si può solo guardare; la sterlina oggi è a 3092 lire. Con questo cambio anche i prezzi scontati diventano alti; il problema del cambio non riguarda solo noi italiani perché, a dispetto del grande affollamento nei negozi, le commesse sono tutte libere.
L'aereo per Roma è un Boeing 767.400 mezzo vuoto. Il tempo di cenare poi inizia la caccia al Monte Bianco dopodiché tutti ad ammirare la costa maremmana di notte prima di atterrare a Fiumicino alle 21:05 italiane, in perfetto orario. I bagagli arrivano tutti solo che il machete che avevo spedito nel bagagliaio è stato trattenuto dalla polizia che me lo restituisce dopo la promessa di... non ammazzarci nessuno fino a Grosseto.
Il tempo perso per recuperare il machete ci fa passare dalla dogana per ultimi, lontano dal grosso dei viaggiatori, e come previsto i doganieri ci fermano e cercano oggetti di valore comprati all'estero su cui applicare le tasse d'importazione e l'I.V.A.; non trovano niente.

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