Injera

Ingera o Injera, Enjera, Njera, pane simile ad una crêpe, flatbread spungnoso, morbido ed elastico, sottile ma lievitato, ottenuto dalla farina di Teff. Ha un colore beige-grigiastro e un sapore lievemente acidulo. La farina viene mescolata con acqua e lasciata fermentare alcuni giorni, quindi viene cucinata in un piccolo forno: il mafade, un disco di terracotta chiuso da un coperchio mobile che viene sistemato direttamente su un fornello di fango e argilla.
L' Ingera ha anche funzione di servizio oltre che di accompagnamento poichè riveste il piatto di portata dove vengono servite le pietanze: tradizionalmente, infatti, nella cucina etiope, eritrea, somala, tutti i commensali si servono da un unico grande piatto centrale; utilizzando la mano destra si spezza un pezzetto di ingera, ed usandolo come "presina" si raccoglie lo stufato o l'insalata che la sormonta, si avvolge dentro essa e si mangia, il tutto, sempre usando una sola mano; in questo modo l'ingera funge non solo da pane ma anche da piatto e da posata. Tradizionalmente è il padrone di casa che prende l'injera dal mesob, il supporto di paglia intrecciata e colorata su cui viene servita e la spezza distribuendola ai commensali
Si possono usare anche altri cereali per ottenere un'ingera: Grano, Orzo, Miglio, Mais, Farro integrale, Sorgo ed anche Riso, da soli o in combinazione fra loro; l'injera, che ha nomi diversi a seconda della farina con cui e' fatta, sarà però meno sottile di quella di sola farina di Teff; se non si usa il Teff si deve usare anche anche il lievito perche' la farina di Teff e' l'unica che ha un lievito simbiotico. Possono esserci injeera bianche, nech o scure tikur.

L'impasto ha dunque una fermentazione piuttosto lunga che dipende in maniera determinante dalla temperatura e dall'umidità, conseguentemente la replicabilità della ricetta e la sua corretta lievitazione non è immediata a tutte le latitudini; ecco perchè in molti casi si congilia di aggiungere lievito alla farina, lasciando fermentare fino alla comparsa delle bolle.

Mescolare 200 g di farina di Teff con 250 ml acqua tiepida e lasciar fermentare per circa 3 giorni a temperatura ambiente finchè non si formano delle bolle. Aggiungere circa 125 ml di acqua frizzante e un cucchiaino di sale in modo da rendere l'impasto abbastanza fluido. Cuocere come una crêpe appena più spessa sui 3-4 mm, distribuendola uniformemente procedendo dall'esterno verso l'interno, usando olio di semi per ungere la padella oppure burro chiarificato. Quando inizia a rapprenderesi debbono comparire le classiche bollicine che ne evidenziano la giusta spugnosità, coprire e cuocere 2' evitando che prenda colore, va cotta solo da un lato. Evitare di sovrapporle finchè sono calde. Si possono preparare in precedenza e conservare in frigorifero, dal momento che non vanno servite calde.

Tratto da WiBo