Sra Aem
25 dicembre 2023, lunedì
Dopo la puntata al nord, al confine tailandese, ci dirigiamo verso Siem Reap, al centro del paese. Di mattina i monaci, con indosso la kesa rossa, percorrono le strade per la questua; restano fuori immobili, rivolti verso negozi e abitazioni e aspettano pazienti che qualcuno esca con offerte in cibo o denaro in cambio di una benedizione. Spero ci sia un segnale per far capire al monaco che non si ha intenzione di offrire niente altrimenti rischia di rimanere lì impalato in eterno. La benzina normale e il diesel costano circa un dollaro mentre la super costa 6000 Riel, un dollaro e mezzo. Il Beng Mealea Temple è bellissimo, grande e rovinato dalle radici, soprattutto dalle liane del ficus strangolatore; forse è proprio questo che gli conferisce un fascino unico. È soprannominato il Tempio della giungla e solo grazie alle passerelle e alle scale di legno che è possibile visitarlo e osservare da vicino la costante lotta tra le opere dell’uomo e la natura; qui si può dire che la natura è vincente. Affascinante il nido di una colonia di formiche tessitrici che hanno unito e incollato assieme le foglie verdi di un ramo a formare una palla dentro cui vivono. Kampong Khleang è un villaggio sul Tonlé Sap Lake, il lago d’acqua dolce più esteso del sud-est asiatico; la caratteristica di questo villaggio, come gli altri che insistono sul lago, è che le case sono tutte su alte palafitte o addirittura galleggianti per rimanere all’asciutto nella stagione delle piogge quando il livello del lago si alza notevolmente. Bella la strada che porta all’imbarco, con scene di vita terrestre tra le case su palafitte in riva al lago. Davanti a noi un funerale rallenta la nostra marcia, ma al contempo la rende più affascinante; il feretro, portato a spalla, è fatto girare intorno alla pira, realizzata in precedenza nella piazza dell’imbarcadero, diverse volte prima di essere collocato in cima. Tutte le persone al seguito, tutte vestite di bianco, lo seguono anche nel girotondo e alcune gettano in aria petali di fiori, mentre l’esplosione di forti petardi ci fa perdere l’equilibrio mentre scendiamo le traballanti scalette che ci portano al barcone. Facciamo un giro in barca tra le palafitte e le case galleggianti; il profumo di pesce fresco ci inebria. Le tante attività che ruotano intorno alla pesca si svolgono su barche o piccole zattere sotto le palafitte; c’è chi lavora il pesce, chi ripara le reti, chi fa la manutenzione ai motori o agli scafi delle canoe e altro ancora. Le palafitte sono alte cinque, sei metri; ora la stagione è secca e il livello dell’acqua è basso e sotto le palafitte c’è spazio per amache o altro, mentre nella stagione delle piogge l’acqua può raggiungere il pavimento delle case. Alcune persone coltivano strisce di terra tra le canne in mezzo al lago. Più avanti ci sono le case galleggianti costruite su barconi; c’è anche la scuola… galleggiante. In questa parte del lago c’è molto movimento; un gran via vai di canoe con il classico motore fuoribordo dal gambo lungo tipico della navigazione fluviale nel sud-est asiatico. Lungo il lago ci sono tante reti fisse per imprigionare i pesci e piccoli allevamenti. Tornati a terra, vediamo il feretro in cima alla pira e stasera sarà bruciato mentre delle persone che l’hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, non c’è traccia. Ci dirigiamo verso un gruppo di templi attraversando nuovamente la strada del villaggio su palafitte con bellissime scene di vita… vissuta. Purtroppo il funerale ci ha fatto perdere molto tempo e arriviamo al complesso templare del Roluos fuori tempo massimo; è già buio e l’ingresso è chiuso ma il guardiano si commuove alle nostre suppliche e ci fa entrare per vedere il Bakong Temple dall’esterno ma… un po’ più da vicino. Questo complesso è importante perché qui c’è stata la prima capitale dell’impero khmer e Indravarman I, che regnò dall’877 all’889, inaugurò la tradizione, poi seguita da molti re successivi, di costruire il proprio tempio degli antenati, il tempio di stato e le opere idrauliche che li circondano. Oggi per il mondo cristiano è Natale; è festa dappertutto con strade illuminate da lucine multicolori, festoni ovunque, tanta gente per strada felice, bambini gioiosi con zucchero filato e palloncini. Tutto mi sarei aspettato tranne che descrivere allo stesso modo Siem Reap stasera; qui siamo in un paese buddhista quindi o è festa tutti i giorni o è proprio vero che… non c’è più religione!