Creel

3 aprile 1998, venerdì

Oggi raggiungeremo Los Mochis sulla costa pacifica con il famoso treno che percorre la ferrovia del Barranca del cobre; la partenza dalla stazione di Creel è prevista alle ore 12:30. Abbiamo ottenuto il permesso da Margarita in persona per organizzare una spaghettata con gli svizzeri che lasciano anche loro la città per Chihuahua.
Comprati un po' di souvenir da Alessandrina, poi ci siamo incontrati con il parroco della missione. Prima della partenza dall'Italia ci eravamo incontrati con una persona a Roma che conosce molto bene questa zona perché organizza mostre fotografiche ed altro allo scopo di raccogliere fondi da inviare alla missione tarahumara gestita dal parroco di Creel; ci aveva dato molte notizie sulla zona, molti pacchetti pesantucci da consegnare, molti indirizzi a cui rivolgerci. Tra gli indirizzi l'albergo Roma a Chihuahua, ci si sente male solo a ricordarlo, e Margarita a Creel, non ci ha fatto cenare la sera perché non abbiamo fatto le escursioni con le sue guide; tra i destinatari dei pacchi Alessandrina, non ci ha fatto un centesimo di sconto sugli oggetti comprati nel suo negozio, ed il parroco, abbiamo avuto un incontro durato pochissimi minuti perché non c'era... dialogo!!!
Con 30$ comprati 1,6kg di spaghetti di semola di grano duro vitaminizzati, 800g di concentrato di pomodoro Del Monte, una cipolla ed un aglio; il problema è far bollire l'acqua che è tanta nel pentolone a dispetto della fiamma che non è grossa. L'ora della partenza del nostro treno si avvicina così dividiamo l'acqua in due pentole di cui una più piccola dove l'acqua ha raggiunto prima la temperatura giusta; abbiamo mangiato i nostri spaghetti, li abbiamo salutati e la loro acqua ancora non era pronta per ricevere gli spaghetti.
Il treno è arrivato con un po' di ritardo, ha manovrato ed è ripartito alle 13:05 con più di mezzora di ritardo. La biglietteria è chiusa, il biglietto si farà in treno. Sono sei carrozze, tutte di primera especial; le porte non si aprono dall'esterno. Il personale fa salire tutti da una porta al centro del treno e smista i viaggiatori con posto prenotato nelle vetture di testa e gli altri in quelle di coda. Le vetture sono in buono stato, poltrone reclinabili, tavolino, sufficiente spazio per allungare i piedi, aria condizionata.
Creel - Los Mochis, poco più di 350 km, 226$ a testa; la compagnia è la FNM, Ferrovie Nord Messico. A Divisadero si effettua la prima fermata; qui il treno sosta un po' di tempo per permettere ai viaggiatori di ammirare il panorama sul canyon. Inutile dire che lo stretto viottolo che porta dalla stazione al belvedere è stato trasformato in un gran bazar dove è possibile comprare sia oggettini di fattura tarahumara che tacos da mangiare. Dopo tre ore di viaggio arriviamo alla stazione di San Rafael; più che di viaggio si è trattato di attesa dei treni incrocianti, uno viaggiatore ed uno merci evidentemente in ritardo. Questa stazione è più grande delle altre, c'è uno scalo merci dove stanno caricando legname in tronchi. Cambia parte del personale tra cui il frenatore di coda che ha anche compiti di manovratore; prima di arrivare in una stazione dove poi è avvenuto l'incrocio con un altro treno, è sceso dal treno in corsa, corsa molto lenta, ha posizionato sui binari due petardi ed è poi risalito. Ha detto che i pesanti locomotori diesel stanno rovinando la linea nelle curve, quindi tutta la linea visto che di rettilinei ce ne sono pochini. Per limitare i danni hanno pensato di far trainare i treni merci da tre locomotori anziché quattro; l'esperimento sta dando cattivi frutti perché ora questi treni merci, viaggiando al limite della prestazione, accumulano pesanti ritardi che si ripercuotono anche sui treni viaggiatori costretti a lunghe soste agli incroci. Come se non bastasse i locomotori si stanno guastando molto frequentemente perché costretti ad andare sempre al massimo.
Fino ad ora il paesaggio non è cambiato, pinete con la linea che le taglia in un alternarsi continuo di saliscendi e curve. Dopo San Rafael la linea comincia a scendere, la velocità continua ad essere bassa; si incontrano dei binari di ricovero lunghissimi senza fabbricato viaggiatori e le gallerie diventano sempre più numerose come i ponti. Questi ultimi sono strettissimi, senza balaustre ai lati e con le controrotaie, così in caso di svio sul ponte non si precipita a valle?!? Il paesaggio si fa sempre più emozionante con la linea ferroviaria che rasenta i costoni declinando lentamente verso valle.
Dopo la fermata di Bahuichivo uscendo da una galleria ci siamo trovati in un'altra vallata; le pinete hanno lasciato il posto a cactus, a splendidi alberi dai fiori rosa ciclamino e ad arbusti non identificati. Siamo a fondo valle ma attraversando l'ennesima galleria ci ritroviamo sulla cresta di un'altra vallata, sotto di noi si vedono i binari ai vari livelli che ci porteranno a valle; il costone dove siamo ora è così ripido che i tornanti sono stati fatti in galleria. La valle è chiusa da un lato, qui in basso si vede una stazioncina, è Tèmoris con una cascata dal salto di alcune centinaia di metri che sembra innaffiare la stazione e le poche ed uniche case che si vedono vicino.
Siamo ormai a metà discesa, Tèmoris è a 1200 mt sul livello del mare; costeggiamo il rìo Septentrion che raccoglie l'acqua della cascata. Nell'aia di una casetta con tetto in paglia un gruppo di persone chiacchiera tranquillamente seduta intorno ad una grossa croce di legno. Si cominciano a vedere manghi e banani. Intanto il rio da ruscello che era si sta ingrossando sempre più; sicuramente ci sarà una diga più a valle perché ci sono alberi ormai rinsecchiti con il tronco completamente in acqua a diversi metri dalla riva. E' degradato molto più velocemente dei binari; subito dopo la cascata questi ed il rio erano allo stesso livello ora lo attraversiamo su di un ponte in ferro molto alto sul livello dell'acqua. Su questo ponte le controrotaie non sono servite allo scopo perché si sono visti quattro carri ed una cisterna... in riva al fiume.
Abbiamo abbandonato lo Stato del Chihuahua, ora siamo nel Sinaloa; spostiamo le lancette dell'orologio un'ora indietro. Sia il fiume che la luce ci hanno abbandonato ma il ricordo di questo stupendo paesaggio non ci abbandonerà molto presto; rimane la curiosità su come abbiano potuto progettare e soprattutto costruire una linea ferroviaria inerpicata tra le rocce, sospesa su dirupi, passante su ponti mozzafiato che spesso si immettono direttamente in galleria.
A Los Mochis paghiamo 60$ il taxi per il centro; è una tariffa fissa di 15$ a persona. E' un macchinone americano tutto fumo e niente arrosto, infatti, a dispetto del grande ingombro, ha un bagagliaio piccolo e nell'abitacolo ci si sta stretti. Albergo Beltran in via Hidalgo, alle spalle del mercato, 175$ la camera doppia con acqua calda, aria condizionata, televisore con trenta canali e lenzuola linde come ci ha tenuto a sottolineare il ragazzo d'albergo che ci mostra la camera. Nel prezzo della camera non è mai compresa la colazione, Creel è stato un caso a parte, e si paga sempre in anticipo; sarà per questo che non chiedono mai i documenti.
L'influenza dei vicini statunitensi è molto marcata in questa parte del Messico tanto che ci sono negozi e ristoranti aperti 24 ore e noi ne approfittiamo subito per mangiare: carne alla messicana; è carne sfilacciata stufata e servita con salsina piccante, pomodori e peperoncini crudi e purè di fagioli con formaggio grattugiato, ed una insalatina. Per bere una coca cola fredda perché dopo le undici di sera non possono servire bevande alcoliche; 54$ in due.

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