Sa Pa
25 maggio 2004, martedì
Dopo colazione partiamo con il pulmino non prima d'aver salutato miss ok, la simpatica vecchietta hmong che per tre giorni ha cercato invano di vendermi un cappello. Non la dimenticheremo presto; è già entrata nei nostri incubi notturni.
La strada che scende da Sa Pa è stata rifatta da poco tempo; si notano ancora i vecchi nastri d'asfalto ai lati della strada quando questa è stata raddrizzata. Sono stati piantati numerosi alberelli riconoscibili dalle protezioni di bambù anti bovini; molti di questi sono stati piantati nel vecchi nastro d'asfalto.
Passato Lao Cai si lascia la strada principale e, percorrendo una stradina stretta e tortuosa, ci dirigiamo verso Coc Li dove il martedì c'è mercato.
Lo scenario è stupendo; la strada segue il corso del fiume che ha scavato una magnifica valle tra i monti ricchi di vegetazione. Qui le risaie sono poche ma tutte di un verde acceso. La coltivazione predominante è il granturco; per sfruttare al massimo il terreno, tra una fila e l'altra sono state piantate le zucche. Sono due piante che hanno bisogno di molta acqua; i fiori gialli delle zucche risaltano tra il verde del granturco.
Il mercato è ravvivato dagli abiti delle hmong dei fiori. Sono vestite di rosso ricamato con in testa un foulard rigido a quadri con colore di base verde.
Il mercato è simile a quelli visti finora con il fabbro che ripara zappe e aratri, la fumeria ecc. Del maiale è molto richiesto lardo e ventresca.
Due ragazzi in moto sono riusciti a movimentare il mercato; hanno perso il controllo del mezzo mentre transitavano sul ponte sospeso e sono caduti giù sotto gli occhi di Azelio. Sono finiti tra le piante di granturco con un salto di una decina di metri. Lui se l'è cavata con un polso ammaccato mentre la
ragazza è in condizioni peggiori; sono stati caricati dopo molto tempo su di un barcone e portati all'ospedale.
Il ponte si è riempito di curiosi, tutti affacciati dal lato dove è avvenuto l'incidente e dove si stanno prestando i primi sommari soccorsi; si è inclinato paurosamente ma fortunatamente ha retto.
Comprato 2000d di tabacco da fumare nel bambù; profuma di tè...?
A parte i pochi turisti che qui come agli altri mercati si presentano in jeep e pulmini, i locali arrivano a piedi o in groppa a cavalli e motociclette. I cavalli sono parcheggiati sui terrapieni che sovrastano le strade lungo le quali si svolge il mercato dando un ulteriore tocco di colore.
Per quanto riguarda le moto c'è una netta distinzione tra pianura e montagna. In pianura il mezzo di locomozione è sempre stata la bici e solo negli ultimi anni il miglioramento economico ha portato alla motorizzazione di massa con un parco moto nuovissimo. In montagna non potendo utilizzare le bici per ovvi motivi il mezzo di locomozione principale era il cavallo da soma e chi se lo poteva permettere la moto. Il fatto che qui in montagna si vedano ancora i cavalli da soma e le vecchie moto Minsk sta a indicare che qui il miglioramento economico non è ancora arrivato o, se è arrivato, vi è arrivato in misura minore.
C'è da passare il pomeriggio a Lao Cai per aspettare il treno che partirà stasera alle 21.15. Questa è una città di frontiera con la Cina. Un
ponte sul Fiume Rosso separa le due nazioni. Da quello che si vede dall'altra parte... c'è un certo benessere.
Alla dogana c'è una discreta fila di bici cariche dei più svariati articoli da sdoganare. Sono carichi all'inverosimile, praticamente inguidabili; credo sia uno stratagemma per pagare meno tasse e che queste siano un tot a veicolo a prescindere dal carico.
Un'altra cosa curiosa è il travaso, lato Vietnam, di casse di peperoncino da un camion a un carretto di quelli trainati a mano. Il carretto, ce ne sono molti parcheggiati vuoti, è stato modificato, allungato, rinforzato, allargato. Sono stati utilizzati i tondini di ferro e i carri così modificati risultano talmente pesanti che per spostarli a vuoto è necessario prima bilanciarne il peso con grosse pietre posizionate in cima prima di spingerli. Anche i raggi delle due ruote sono stati sostituiti da tondini di ferro.
L'unica spiegazione plausibile, anche in questo caso, è che forse la tassa, il nostro vecchio dazio, è una tassa fissa riferita al veicolo a prescindere dalla quantità di merce trasportata.
C'è una stele con lo stemma del Vietnam; sono tanti quelli che si mettono in posa, accanto a essa, per una foto ricordo con la Cina alle spalle.
Passare l'intero pomeriggio a Lao Cai è stato una delle cose meno esaltanti del viaggio. La cittadina non offre nulla oltre il caldo afoso che è reso ancora più insopportabile dai due giorni trascorsi ai 1600mt di Sa Pa.
Ceniamo nel ristorante di un albergo vicino alla stazione; è dalle quattro del pomeriggio che notiamo gruppi di cinesi che entrano, giocano a carte in attesa del cibo, mangiano e se ne vanno. Sembra strano che passino la frontiera solo per venire a mangiare da quest'altra parte.
In stazione conosciamo una ragazza giapponese che parla benissimo l'italiano; si chiama Nico e ha girato mezzo mondo come volontaria presso organizzazioni umanitarie di vari paesi. Sta andando ad Hanoi dove c'è un ospedale giapponese; sta male e in Cina gli hanno chiesto troppi soldi per le cure del caso. Si vede che sta male, suda freddo, viene dalla Cina. Siamo combattuti: da una parte vorremmo parlare con lei, dall'altra cerchiamo di allontanarci da lei come se fosse un'appestata.
Treno LC6; solita cuccetta a quattro posti con lenzuola usate più volte e tanti animaletti che gironzolano tranquillamente come se fossero... a casa loro.