Lao Cai>Hanoi

26 maggio 2004, mercoledì

Arriviamo ad Hanoi poco dopo le 5.30. Transitando per la periferia vediamo che anche qui sono in molti che fanno ginnastica mattutina. Molti sono radunati sul ponte ferroviario sul fiume Rosso. Anche qui sono pochi quelli che corrono, tanti passeggiano veloci, tutti gli altri fanno ogni tipo di ginnastica. Simpatico il gruppo di vecchietti e, soprattutto, vecchiette che fanno ginnastica di gruppo.
La linea ferroviaria Hanoi - Ho Chi Minh e la linea Hanoi - Lao Cai - Cina hanno lo scartamento diverso. Nelle vicinanze di Hanoi le due linee si accavallano per alcuni chilometri cosicché i binari diventano tre, uno comune ai due scartamenti e gli altri due uno per uno. Anche gli scambi sono a tre aghi; molto curioso a vedersi.
Troviamo un albergo per domani, lasciamo parte dei bagagli e partiamo per Ha Long dove faremo un giro ih barcone tra gli... scogli.
Strada facendo ci fermiamo in un laboratorio - emporio - bar - ristorante per turisti. Ci sono tanti ragazzi sordomuti o con problemi fisici o mentali che ricamano delle tele. Sono in tanti; accanto a loro hanno una foto, cartolina o disegno dal quale prendono spunto per il ricamo. Tutto fatto a mano, sono molto bravi, ne risultano belle opere.
Il sistema di pagamento al casello autostradale è poco fluido; prima di arrivare al casello lungo la strada sulla destra ci sono una serie di botteghini dove si paga ottenendo in cambio un biglietto. Parte di questo viene poi staccato dal personale del casello vero e proprio. Tra venditori di biglietti, controllori ecc. Lavorano decine di persone in entrambi i sensi di marcia. Sembra che questo sistema molto complesso sia stato creato per arginare il fenomeno della corruzione.
Per entrare sul molo occorre pagare 50000d e oltre al biglietto controllano anche passaporto e visto d'ingresso. Il barcone è bello con drago a prua, cabina di guida a forma di edicola cinese; divanetti di bambù ci accolgono a prua appena saliti a bordo passando su una passerella traballante. È in legno color ciliegio, stilizzato con tanti tettucci a pagoda e piccoli draghi la ornano un po’ ovunque. È a motore ma ha due grossi alberi per le vele tipiche del posto che issano quando la barca è ferma per fare un po' di... colore.
Aranciata di benvenuto, doccia e, subito dopo la partenza, si inizia a mangiare; buonissimi gamberoni e granchi cotti a vapore e intinti nel succo di limone sale e pepe.
Nella baia di Ha Long ci sono migliaia di isolotti; le dimensioni di queste isole vanno dall'isola di Montecristo ai faraglioni di Capri. Dicono che sono più di tremila; è difficile contarle ma l'insieme è davvero bello.
Oltre ai pochi barconi turistici come il nostro ci sono tante barche di pescatori che lavorano tra le isole creando scorci unici.
Parcheggiamo davanti alla grotta Hang Sung Sot; come tutte le grotte è bello vedere quello che è stato in grado di fare la natura. L'illuminazione interna non è un granché e in alcuni casi è anche ingannevole; in certi punti la luce fa strani effetti sulle pareti come se questa fosse riflessa da uno specchio d'acqua. Una veloce indagine in zona vietata ha evidenziato l'assenza d'acqua e smascherato l'effetto scenico del rullo cinese.
L'ingresso della grotta è raggiungibile salendo i gradini di un viottolo che la collega al piccolo molo dove i barconi attraccano il tempo necessario a far scendere i passeggeri. Dopo le imbarcazioni si spostano e gettano l'ancora nella piccola baia tra piccole case galleggianti e alzano le caratteristiche vele dei vecchi giunchi che solcavano queste acque e che ora sono difficilissimi da vedere. All'uscita della grotta il colpo d'occhio sulla baia è superbo.
Con la barca di bambù incatramata che ci portiamo dietro da stamani torniamo a bordo e proseguiamo per la vicina Cat Ba. È un'isoletta con in cima una piccola pagoda; poche decine di metri di spiaggia ci permettono di fare un tonificante bagnetto. Originale il passamano della passerella che ci permette di scendere a terra prima e di risalire poi dopo aver lavato i piedi in un piccolo catino d'acqua; è una canna di bambù tenuta alle due estremità da due marinai, uno a terra e l'altro sul barcone. Il tempo di fare una doccia nella nostra cabina e di ammirare lo splendido tramonto tra le isolette che siamo di nuovo a tavola per la cena. Gamberoni cotti al vapore come quelli di stamani, un grosso pesce cotto al forno alla nostra maniera e una verdura cotta a vapore di cui non conosco i nome ma che ho visto raccogliere spesso negli stagni dove divide l'habitat con i fior di loto.
Tutte ottime pietanze a base di pesce tra cui anche una specie di baccalà fritto poi, a sorpresa, un bel piatto di... pollo!
Siamo stanchissimi per il lungo trasferimento da Sa Pa ad Ha Long per cui tutti a letto presto. Siamo ancorati in una piccola baia formata da numerosi isolotti non lontani dalla grotta e dall'isola con pagoda; il silenzio è irreale.

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