Ongiin Khiid
2 agosto 2007, giovedì
Questa mattina partiamo presto perché dobbiamo raggiungere Ulaan Baator; sono più di 500 chilometri e su queste strade la media non sarà alta. Tra i minivan parcheggiati abbiamo trovato un cammello che dorme tranquillo; non è stato facile convincerlo a spostarsi.
Lungo la pista ci sono tanti greggi guidati da uomini e donne a cavallo; o è in atto una specie transumanza o sono i pastori che spostano al mattino gli animali dalla zona delle gher a quella del pascolo.
Abbiamo davanti a noi una grossa palude formatasi con le piogge di questa notte; riusciamo a passare indenni. Interessanti i nuovi butteri che svolgono il loro lavoro a cavallo di una... moto. Arriviamo a Erdenedalai, la città dove siamo passati giorni addietro e dove c'è il monastero di Gimpil Darjaalan. Oggi la città è più animata; forse l'ora più tarda favorisce chi magari viene da qualche gher vicina. Le banche sono molto gradite; molti arrivano in moto o in auto, gli uomini rimangono generalmente vicino al mezzo e le donne entrano in banca. A giudicare dalle jeep o dai vestiti c'è molta gente che sta bene economicamente.
La città è piena di box gabinetti; sono di legno e coprono un buco in cui vengono fatti i bisogni. Aprendo la porta si trovano due assi di legno che permettono di espletare i propri bisogni in sospensione sulla buca. Il problema non è la puzza, basta un po’ d'apnea, ma la paura di cadere nella buca con mesi di escrementi umani liquidi, solidi e... mosche. Una volta piena la buca viene coperta e il box spostato su di un'altra.
Da questa mattina il nostro autista ha due occhi gonfi, rossi e continua a stropicciarseli; gli abbiamo dato un po’ di collirio ma la situazione non è migliorata. Ci siamo fermati nei pressi di un gregge di passaggio con tre butteri mongoli a cavallo con lunghe aste con cui governano i montoni; vestono con abiti tradizionali.
Dopo dodici ore di viaggio siamo stravolti ma non possiamo lamentarci, peggio di noi stanno gli autisti. Arriviamo alla strada asfaltata alla periferia della capitale; c'è un enorme allevamento di maiali ed enorme è anche la puzza.
Ripassiamo dall'aeroporto per raggiungere il centro; siamo stanchi e non apprezziamo a sufficienza il centro cittadino. È molto trafficato con auto con guida a destra o a sinistra ma si viaggia sulla corsia di destra; i vigili con le loro immacolate divise bianche hanno un'aria molto severa.
Il nostro albergo si chiama Guida Hotel; è ben posizionato in una traversa della strada principale. La hall e il ristorante si presentano bene; non c'è l'ascensore, le ampie stanze sono un po’... grigie, bagno in camera in buone condizioni.