Tariat

15 agosto 2007, mercoledì

3411Coi minivan si va ai piedi del vulcano Khorgo Uul; non è lontano dal nostro campo. Ci sono molti ragazzini che vendono bottiglie di succo di mirtillo a 600T al litro; ha un buon sapore ma abbiamo paura che possa farci male perché di sicuro non ha subito bollitura o fermentazione.
Dopo poche decine di metri inizia una scala di cemento dai gradini tutti diseguali che ci porta fino alla cresta. In fondo al cratere c’è un piccolo lago e, cosa strana, uno spicchio della parete interna è ricoperto da conifere che con il loro colore verde contrastano a meraviglia col rossastro della rimanente parte tradizionalmente priva di vegetazione.
Giriamo tutto intorno alla cresta del cratere; ci sono degli scorci bellissimi soprattutto sul vicino lago, il Terkhiin Tsagaan Nuur, volgarmente chiamato Lago Bianco. Scendiamo dal cratere e raggiungiamo la vicina grotta del cane giallo. Tutti pensavamo si trattasse della grotta dove hanno girato una scena del film che ha lo stesso titolo ma chi ha visto il film non l’ha riconosciuta. Si riferisce a una famosa leggenda locale che non ha nulla a che fare con la pellicola.
Una ragazza si innamora di un giovane ma il cane giallo della famiglia lo vede come estraneo e lo tiene lontano dalla gher; la ragazza, persa d’amore, si ammala. Il padre chiede il consulto dei monaci della zona ma nessuno riesce a guarirla. Non pago chiede a un altro monaco il quale chiede se la famiglia possiede un cane giallo; alla risposta affermativa il monaco sentenzia che solo col sacrificio del cane la ragazza guarirà. Il padre non ha il coraggio di sopprimere il cane così lo cala in questa cava che è un buco profondo nella lava da cui è impossibile uscire tanto che il cane muore di fame dopo cinque giorni; la ragazza può rincontrare il suo spasimante, guarisce ecc. ecc.
3426C’è più di una grotta in zona; siamo su di una grandissima colata lavica risalente a migliaia di anni fa quando i vulcani della zona erano attivi. In alcuni punti la volta dei canali che si formano durante le colate laviche sono crollate formando queste grotte a cielo aperto. In una di queste c’è una pozza d’acqua; i locali scendono, fanno delle abluzioni e portano via un secchiello di quest’acqua.
Arriviamo al lago; in un angolino della spiaggia hanno costruito numerosissimi ovoo con le abbondanti pietre laviche presenti in zona. Alcuni sono piccoli con poche decine di pietre e altri grandi che superano il metro di altezza; l’effetto dell’insieme con il lago alle spalle è bellissimo. Questo lago è grande e deve essere ricco di pesce a giudicare dai numerosi uccelli di taglia intermedia tra il martin pescatore e il cormorano che si tuffano a ripetizione nell’acqua.
Il cielo è sereno ma la temperatura ai 2000mt dove siamo non è alta; c’è anche un venticello freddo simile alla nostra tramontana. Questo ci impedisce di fare il bagno anche se la cosa è molto invitante. Mangiamo in una gher in riva al lago; un’ora e mezza per preparare il pranzo e tre minuti per mangiare i tre ravioli. 200T l’uno. Nel prato davanti alla gher c’è la testa di un grosso pesce con una doppia fila di denti acuminati più una serie di denti su quella che dovrebbe essere la lingua; davvero impressionante.
3399Sulla strada del ritorno ci fermiamo nel villaggio vicino al nostro accampamento; serve un pezzo di ricambio per uno dei nostri Uaz. Siamo fermi davanti a quello che a noi sembra un locale pubblico da cui entrano ed escono persone vestite a festa. Scopriamo che è invece l’inaugurazione di una casa; il padrone di casa ci invita a entrare e a partecipare ai festeggiamenti. Un po’ imbarazzati ci sediamo su sedie e panche addossate alla parete della stanza assieme agli altri invitati; ci offrono vodka in bottiglia, vodka fatta in casa, più leggera della prima ma più gustosa, e airag il tutto in rapida successione tanto che siamo costretti a forzare i tempi e mangiare qualcosa dai panieri pieni di dolci e yogurt secco presenti sul tavolo prima che ci vengano ufficialmente offerti. Un anziano ospite fa il giro facendoci annusare il tabacco dalla sua tabacchiera; un altro improvvisa un discorso molto incisivo, sentito, partecipato e alla fine ottiene un’ovazione dai presenti. Il gesto che corrisponde al nostro applauso qui è fatto agitando le braccia come se si stesse cullando un bambino.
Prima di cena un breve trek sui monti che sovrastano il nostro accampamento; molti dei larici e degli abeti presenti in zona sono stati tagliati. Stranamente qui tagliano l’albero non alla base ma a circa un metro da terra; oltre al brutto effetto che fanno questi moncherini piantati nel terreno se continuano con questo ritmo anche qui tra non molto le brulle praterie prenderanno il posto di questi splendidi boschi.

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