La Habana

20 novembre 1993, sabato

112Oggi sono in programma due spaghettate; una a mezzogiorno al Kid Chocolate offerta dagli organizzatori della maratona e l'altra, questa sera, in albergo cucinata da noi.
La prima si risolve in una grande delusione; nessuno pretendeva chissà che coca ma spaghetti così non li ho mai mangiati. Sembrano gnocchi a forma di spaghetti che quando vengono rivoltati insieme a salsa e formaggio diventano una poltiglia; quasi nessuno li mangia, pochi li assaggiano.
La seconda è decisamente migliore; abbiamo degli ospiti tra cui il mitico Alberto Juantorena e alcuni personaggi dell'ambasciata italiani a Cuba. Il grande campione olimpico, ora ministro dello sport, è stato presente anche questa mattina concedendosi ad autografi e foto ricordo.
Tra le due spaghettate fatto un giro per il centro dell'Avana vecchia tra la Cattedrale e la Piazza d'Armi e sulla Rambla, il Paseo del Prado e le strade adiacenti dove sono raggruppati i migliori alberghi, ristoranti, negozi ecc.
1504Durante questa passeggiata, mentre sto sul lungomare, mi si è avvicinata una ragazza con in braccio un bambino. L'avevo già notata prima; inizia a parlare velocemente in spagnolo, le faccio capire che sono italiano cosi ricomincia daccapo più lentamente ma sempre in spagnolo. Riesco a capire che lei e il padre del bambino che ha in braccio, meno di un anno, sono stati collaboratori di un giornale, diario, clandestino e che lui l'hanno fatto sparire e le autorità locali non le fanno sapere ne se è vivo ne dove è imprigionato. Ho ascoltato questo racconto a cuor leggero perché convinto si trattasse del solito sistema per impietosire per poi chiedere denaro e ci sono rimasto malissimo quando la ragazza, che durante il racconto piangeva con grossi lacrimoni, è scappata via di corsa inseguita da un poliziotto comparso improvvisamente alle mie spalle.
Assistito a un litigio in piena regola all'inizio della Rambla con i classici due contendenti e il gruppo di pacieri con estrazione finale di pistola da parte di uno e fuga dell’altro.
A giudicare da quello che si vede in giro lo sport nazionale sembra essere senza ombra di dubbio il baseball; una grande quantità di ragazzi gioca per strada o sui prati a questo sport o solo passeggiano portandosi dietro una mazza o un guanto tipico di questa disciplina. A ruota seguono pallacanestro e ciclismo; dato il costo delle bici il ciclismo è forse uno sport di elite. Questi sport sono praticati all'aperto e quindi risaltano maggiormente ma sicuramente nelle palestre si praticano le altre discipline di cui Cuba vanta innumerevoli titoli olimpici e mondiali.
Addentrandoci nella parte vecchia della capitale si incontrano molti ragazzi che sfrecciano per le strade con un misto di carroccio skateboard autocostruito di legno con i classici cuscinetti a sfera come ruote e sellino e manubrio simil motocicletta.

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