Santiago de Cuba

24 novembre 1993, mercoledì

2102Viaggio di trasferimento per Camaguey; la prima parte della strada è montagnosa collinare con coltivazioni varie alternate a macchie, boschi e agrumeti.
Appena scesi in pianura iniziano le sterminate distese di piantagioni di canna da zucchero; la pianta non viene seminata, si pianta un tronchetto di canna nel terreno in cui poi ramificheranno le varie canne. Raggiunge la maturazione verso novembre ed é in questo mese che avviene il taglio a mano, con i machete, o con l’ausilio di una specie di mietitrebbia; la pianta viene tagliata alla base e lasciata in produzione per tre anni dopo di che il terreno viene fatto riposare lasciandolo a pascolo. Da quello che ho potuto capire non si butta niente; le foglie vengono trasformate in mangimi e concimi mentre i tronchetti prendono la strada degli zuccherifici e delle distillerie di rum. Gli scarti di queste ultime due produzioni vengono utilizzati parte per la produzione di energia per la fabbrica stessa e parte per la realizzazione di pannelli di truciolato.
Nelle zone lasciate a pascolo è bello vedere la simbiosi tra gli animali che pascolano e il bianco airone guardabuoi; ogni bovino ha il suo volatile di fianco che gli ripulisce la testa dagli insetti quando questo la cala per brucare l'erba.
Un po’ l'embargo americano, un po’ la crisi dei paesi dell'est han fatto si che molti bus restino fermi nei depositi per mancanza di pezzi di ricambio; parallelamente l'economia non corre per cui molti camion anziché trasportare le merci che non ci sono, sono utilizzati come bus. Una scaletta e tutti nel cassone a formare delle ammucchiate gigantesche specie nelle ore di punta. Questo periodo especial ha fatto rivalutare il cavallo; nelle campagne si vedono molti che girano in groppa a cavalli o muli mentre per le città sono stati rispolverati i vecchi calessi. Nonostante gli sforzi l'offerta di mezzi non è pari alla richiesta tanto che è molto utilizzato l'autostop sia con le auto che con i camion.
1704Ci sono molti palmeti che però non hanno la stessa funzione dell'oasi desertica. Le specie di palme sono due; la palma da cocco e la palma reale. Quest'ultima si distingue dalla prima perché è più alta, il colore delle foglie è verde più scuro e più brillante, il tronco non é cilindrico ma presenta un ingrossamento verso la metà, la foglia nuova dalla cima si presenta come uno stelo centrale come un'antenna della radio, i frutti hanno la forma dei cocchi e le dimensioni dei datteri e vengono dati in pasto ai maiali.
Ogni tanto si incontra un bananeto; non sono molto estesi e comunque queste piante sono spessissimo presenti davanti alle case. Ci sono due tipi di banane; quelle che noi normalmente conosciamo, in varie dimensioni, che qui chiamano platano frutta e quelle che sono commestibili solo dopo la cottura, generalmente fritte o a purè, che qui chiamano semplicemente platano.
Le piccole città che attraversiamo hanno tutte la stessa struttura con le case che affacciano sulla strada tutte unite le une alle altre e ognuna con il suo porticato così da formare lunghissimi marciapiedi coperti dai caratteristici colori pastello. Anche le case non unite alle altre, più isolate, hanno il loro porticato e nel 90%. dei casi ci sono delle sedie a dondolo usate la sera per frescheggiare.
Prima di arrivare all'albergo facciamo una lunga passeggiata per le strade di Camaguey; ci sono molti palazzi ristrutturati e una bella piazza ben frequentata. Di qui si dirama il boulevard, strada riservata alla passeggiata con molti negozi alcuni del quali completamente privi di merci e altri con oggetti esposti dai prezzi esorbitanti come ci fanno notare gli abitanti del posto.
Un uomo sui trentacinque anni passa accanto al nostro gruppo e senza fermarsi grida con rabbia vergogna, vergogna mostrando quella che sarà la sua cena; due panini.
Una signora inveisce contro i ragazzi che ci seguono chiedendo dollari, sapone, penne ecc. e si scusa con noi per il loro comportamento; ci dice che loro non hanno bisogno di elemosinare perché stanno bene.

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