La Habana

22 novembre 1993, lunedì

1303Questa mattina lasciamo La Habana, chi per Cayo Largo chi per il tour dell’isola; noi siamo tra questi ultimi. Le partenze sono rispettivamente alle 6.00 e alle 7.00 dall'albergo ma ci ritroveremo, anche se solo per i saluti, all'aeroporto dell'Avana.
L'aeroporto è piccolo, immerso tra le palme; al check-in ci consegnano una carta d'imbarco plastificata che praticamente viene riutilizzata di volta in volta per tutti i voli in partenza dallo scalo.
L'aereo è un piccolo jet dell'Aerocaribbean, compagnia che noleggia charter nella regione dei Caraibi, con una trentina di posti a sedere.
La destinazione è Santiago de Cuba che raggiungeremo in un'ora e 40; la partenza prevista alle 9.00 subisce un'ora di ritardo.
Ci hanno detto che questo viaggio effettuato di giorno è bellissimo per lo spettacolare paesaggio visto dall'alto ma a causa delle nuvole, molte nuvole, riusciamo a scorgere solo qualche chilometro di costa e qualche bellissimo isolotto o atollo caraibico.
Scopriamo a nostre spese che il sistema di aria condizionata dell'aereo è guasto; il termostato non fa più il suo dovere cosicché il condizionatore rimane sempre inserito e noi siamo ormai quasi congelati!
Vicino all'aeroporto di Santiago c'è il Castillo de San Pedro de la Roca, noto anche come Castillo del Morro; un castello fortezza costruito dagli spagnoli tre secoli fa per difendere la baia di Santiago e quindi il porto dai pirati. Deve aver svolto bene il suo compito visto che oggi è stato trasformato in museo della pirateria.
Il panorama e il museo sono bellissimi ma la visita avviene a singhiozzo per via di improvvisi, violenti e brevissimi acquazzoni; sembrano delle secchiate d'acqua.
Nel pomeriggio visita alla Caserma Moncada che fu teatro del prima assalto di Fidel e compagni al regime di Batista. Oggi è stato trasformato in scuola e in una parte del complesso è stato allestito il Museo della Rivoluzione con foto, armi, abiti, lettere, giornali e altri cimeli che documentano le varie fasi dell'assalto; impressionanti i segni delle pallottole lasciati in bella mostra su muri e inferriate.
Avremmo dovuto alloggiare all'hotel Santiago, nuovissimo complesso dall'architettura avveniristica che però contrasta un po’ con il resto delle costruzioni che lo circondano; invece ci dobbiamo accontentare del modesto Los Americanos.
Intanto è piovuto tutto il giorno e non accenna a smettere.

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