Camp Alfredo

26 dicembre 2022, lunedì

1141Dormiamo in letti a castello di legno massiccio posizionati uno accanto all'altro su più file; verso le due e mezza sono svegliato da un forte rumore causato dai letti che si sono violentemente toccati. Questa mattina scopriamo che si è trattato di una scossa di terremoto, violenta ma fortunatamente di brevissima durata.
A colazione due uova strapazzate più frutta fresca di stagine dopo una tazza di caffè offertoci appena svegli. Gli indumenti messi ad asciugare ieri sera sono ancora più bagnati e non c'è da stupirsi visto che l'umidità è più del 90%; dalle grondaie gocciola l'umidità che si è accumulata sul tetto.
Il sentiero è single track e ha il vantaggio del non transito delle moto che comunque ieri ci hanno sempre rispettato; unico mezzo di trasporto ora sono i muli. La luce mattutina, già bella di per se, fa brillare la copiosa rugiada accumulatasi sulle foglie durante la notte rendendo l’atmosfera magica.
Oltre alla nostra ci sono altre compagnie che organizzano questi treck gestendo tutta la logistica, dagli accompagnatori agli interpreti, dal cibo all’acqua, dai muli ai posti sosta notturni e, importantissimi con questo caldo umido, delle postazioni lungo il percorso con tanta frutta fresca a disposizione dei propri trekkers. A una di queste un mulattiere con nonchalance affetta col machete sulla sua coscia scorze di anguria e le da al mulo che gradisce.
1164Ci fermiamo a Capanna Wiwa per una sosta rigenerante alla vicina piscina naturale sul rio Buritaga; la scenografia è superba circondata com'è dalla foresta e la mancanza di nuvole, oltre a regalarci un cielo azzurro, conferisce alla foresta una lucentezza bellissima. Ci sono delle rapide prima e dopo, l'acqua è limpidissima e cambia colore dal verde bottiglia delle zone d'ombra al verde smeraldo delle zone assolate. È freddissima e la corrente è forte; nuotare controcorrente è bellissimo, sembra di essere sul tapis rouland... acquatico.
Riprendiamo la marcia seguendo il corso del fiume. Dei campesinos a forza di machete stanno limpiando un pezzo di foresta, poi col fuoco faranno la rifinitura; pianteranno caffè, cacao e altro.
Siamo nel territorio Wiwa; sono di piccola statura, vestono di bianco, classica fisionomia indios con capelli neri, lunghi e lisci sia per uomini che per le donne.
Il villaggio di Mutanji è praticamente disabitato; un maialino e qualche tacchino tradiscono la presenza di qualcuno ma il grosso è fuori. Generalmente le persone vivono nel villaggio e vanno a lavorare fuori; qui usano fare il contrario ossia vivono dove lavorano abitando capanne nella foresta e tornano al villaggio per le cerimonie come matrimoni o festività varie. È abbastanza grande con capanne di paglia e fango; il tetto conico finisce con due punte che simboleggiano le montagne vicine e sono rotonde perché il mondo è rotondo.
1239La scuola è un edificio di legno riconoscibile da alcune tavole colorate; è chiusa con due pezzi di legno inchiodati all'ingresso e riapre a febbraio; i ragazzini di quest'etnia vanno a scuola con piacere ma molte famiglie abitato a molti chilometri da qui e quindi sono inevitabilmente tagliati fuori dalla cultura.
Pranzo al campo Mumake da dove riprendiamo la marcia dopo aver ammirato un bel lucertolone dalle zampe verdi; deve essere un maschio perché dopo poco altre due lucertole si sono avvicinati a lui ma i colori non sono brillanti come i suoi.
Mamma wiwa con simpatica figlia ha portato due maiali a mangiare l'erba vicino al fiume; lei ci da costantemente le spalle mentre la piccola si dimostra più socievole. Poco dopo incrociamo un lungo treno fatto di due carovane di muli che trasportano sacchi di juta con dentro spazzatura destinata a Santa Marta.
1374Una capanna è proprio lungo lo stradello; l’aia è delimitata da un’alta e fitta staccionata di bambù. All’interno una donna visibilmente incinta è intenta a spazzare il cortile mentre quattro bambini si divertono a nascondersi alla vista di noi passanti e lanciare pietre o sputare come cammelli se si tenta di fotografarli.
Le formiche che trasportano pezzi di foglie più grandi di loro sono sempre belle da vedere ma ora si sono superate; alcune di loro stanno portando pezzi di fiori rosso corallo che sembrano peperoncini.

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