Bogotà
6 gennaio 2023, venerdì
La finestra della mia camera d’albergo si affaccia sulla fermata del metro terrestre e il servizio è cominciato poco dopo le quattro…
Non lontano dalla chiesa di San Francisco c'è una chiesa aperta non riportata in nessuna guida, è l’Iglesia de la Veracruz, una delle prime chiese costruite dagli spagnoli in città; entriamo e restiamo affascinati. L'altare maggiore e tutte le cappelle laterali sono in legno scuro che contrasta con il poco delle pareti bianche; inconsueto il piccolo crocefisso con un Gesù dai capelli lunghissimi.
L’Iglesia de San Francisco si presenta con il Presepe sull'altare che copre completamente il tipico fondale ligneo, se c'è; in pratica il sacerdote quando celebra la messa lo fa all'interno del presepe a grandezza naturale.
Questa chiesa è molto frequentata dai fedeli che chiedono molte grazie ai santi che occupano gli altarini minori laterali. La più gettonata è senza dubbio Sant’Anna che qui si deve essere specializzata nell'edilizia perché gli spazi a lei dedicati sono ricoperti da casette di cartone dalle forme più disparate una sopra l'altra; qualcuno ha anche disegnato la pianta della casa dei desideri su carta.
La Virgen de la Medalla Milagrosa ha intorno a sé tanti mazzi di fiori freschi con, all'interno, i bigliettini con i desiderata e tantissimi altri bigliettini sono inseriti tra le candele; comunque quasi tutti i santi hanno i bigliettini, magari infilati sotto le statue.
La Main Street è la Carrera 7, molto larga, chiusa al traffico veicolare e con una frequentata pista ciclabile; ci sono tantissimi venditori ambulanti che dal mattino arrivano per occupare i posti migliori per stendere i teloni su cui poggiare la merce. Tanto usato in vendita, stile mercatino delle pulci, tra libri, cappelli, giocattoli e altro; i tantissimi venditori di frutta o succhi sono armati di carrettini elettrici con cui si spostano.
A Bogotà c'era una grande rete tranviaria, iniziata ai primi del novecento, ormai smantellata; nei lavori di riqualificazione viaria del centro storico hanno lasciato per memoria piccoli tratti di binari in punti simbolo e questo è molto bello.
La Plaza Mayor, che qui tutti chiamano Plaza Bolivar per la statua dell'eroe nazionale al suo centro, è grandissima e su di essa si affacciano i palazzi del potere sia civile, con quello presidenziale, sia religioso con la cattedrale che è inspiegabilmente chiusa. È gremita di piccioni e di persone che li nutrono in cambio di una foto.
Il Museo di Santa Clara al primo impatto lascia stupefatti; è una chiesa sconsacrata col classico altare in legno dorato con tante nicchie con vari santi e un crocefisso in alto. Sulle pareti laterali ci sono tanti quadri o incastonati negli altarini dorati o sulle pareti rosso porpora con disegno ripetitivo dorato. Il pavimento è in cotto mentre il soffitto a volta è decorato con disegni ripetitivi di colore oro e blu su base bianca.
Davanti al Palazzo Presidenziale ci sono due guardie... ornamentali con divisa blu, zainetto con copertina bianca e fucile; i pantaloni hanno la piega fissata con spille.
Prendiamo un caffè con un savoiardo gigante da inzuppare; la signora è simpatica e scompare in mezzo alla mercanzia di dolciumi confezionati e no.
Il quartiere della Candelaria è bello con i suoi edifici coloniali in cui sono aperte decine di attività che si occupano prevalentemente di ristorazione; è il quartiere della movida. I quartieri coloniali sono già colorati di default ma qui, in più, i muri sono ricoperti da splendidi murales fatti dagli artisti di graffiti non ostacolati dalle autorità ma favoriti; l'Istituto Nazionale delle Arti e il Municipio hanno messo a loro disposizione grandi set di pareti e questi non si sono fatti pregare producendo decine e decine di magnifiche opere.
A rendere, artisticamente, ancora più affascinante il quartiere ci sono le tante sculture fatte con materiali riciclati e dipinti di verde realizzati dall'artista locale Jorge Olavé. Rappresentano i comuneros, ossia gente comune, ma per vederle occorre alzare la testa perché queste opere d'arte... si affacciano dai tetti e dai davanzali senza uno schema preciso, bisogna cercarle.
Alla fine questo quartiere della Candelaria oltre a essere bello perché frequentatissimo a tutte le ore è anche una galleria d'arte a cielo aperto.
Quando dici che sei italiano spesso, all'estero, ti senti commentare con parole tipo mafia, spaghetti e pizza; oggi a un anziano suonatore di violoncello gli si è illuminato il volto e ha esclamato... rinascimiento... Mai un'offerta a un'artista da strada è stata spesa meglio!
Mangiato un bel piatto di grosse costine di maiale cotte lentamente nella birra e servite con una salsina densa e dolciastra. Sorpresa al Museo Botero; è gratuito e pensavo ci fossero solo opere minori. Invece ci sono quadri e sculture famose oltre a tante opere di artisti come Marc Chagall, Salvador Dalí, Joan Miró, Pablo Picasso, Claude Monet, Henri Matisse per citare solo i più famosi.
L'Emerald Trade Center è un qualcosa che non avevo mai visto prima; diversi piani in cui 120 negozi di piccole dimensioni vendono smeraldi di cui la Colombia è il primo produttore al mondo. Sono di tutte le forme e dimensioni, grezzi o incastonati in gioielli d'oro bianco, giallo o argento. Ci sono anche pietre con tracce di smeraldo, pirite e altri minerali; cosa importante è che tutte le pietre sono certificate e questo garantisce una certa sicurezza nell'acquisto. Inutile dire che le guardie giurate sono armate con Kalashnikov.
Sulla main street tra la sequenza di ambulanti che vendono di tutto e che sono quasi tutti profughi venezuelani, gli appassionati di scacchi si sono ritagliati il loro spazio con una decina di tavoli con il pubblico delle grandi occasioni.