Las Dunas de Taroa
31 dicembre 2022, sabato
Sarà un’impressione, ma si passa dal buio alla luce piena molto velocemente. Nell’erba rinsecchita intorno alla nostra… dimora notturna ci sono tantissime cavallette di notevoli dimensioni e dai bellissimi colori; sono le Tropidacris Collaris. Ce ne sono due tipi dai colori differenti e non capisco se sono sottospecie diverse o elementi di sesso diverso o di età… diverse, accomunate però da una bellezza estrema.
I nostri autisti stanno facendo manutenzione alle auto e fino a che si sono riforniti con il carburante presente nelle taniche rosse portate in giro sul tettuccio, tutto rientrava nella normalità, ma quando ho visto il massiccio Daniel uscire dalle cucine con una bottiglia di Coca Cola piena e andare deciso verso l’auto, mi sono incuriosito. Abbiamo pensato che volesse rabboccare il radiatore utilizzando la bibita come anticalcare; mi avvicino e scopro che sta ripristinando il livello dell’olio motore con quello bruciato contenuto nella bottiglia di Coca e… ha utilizzato tutto il litro e mezzo.
Siamo pronti a partire ma… l’auto non parte, la batteria è molto giù; allora tutti a spingere. Il primo tentativo va a vuoto, poi facciamo scendere il pezzo da novanta e, sostituito da un peso piuma, l’auto si mette in moto.
Ci dirigiamo verso Riohacha percorrendo una pista più diretta ma con le stesse caratteristiche dei giorni scorsi con sabbia, arbusti stentati, cactus e… posti di blocco. Sulla punta di un cactus un falco tiene sotto controllo il suo territorio pronto a predare qualche piccolo incauto animaletto; è un bellissimo esemplare di Caracano Crestato dai colori predominanti bianco e nero con parte del becco e testa di colore arancio che gli danno un tocco di… civetteria.
Alcuni brevi tratti sono stati cementati seguendo però il vecchio tracciato per cui è tutta una curva; questi brevi tratti sono fatti dove la pista attraversa il letto di un ruscello, per facilitare il guado le rare volte che c’è l’acqua.
Un ragazzino a un posto di blocco non ha gradito la mela che gli hanno dato dall’altra auto e ha sferrato un pugno allo sportello; l’autista non si è scomposto, è sceso, ha slegato il cavo faticosamente assemblato con decine di piccoli spezzoni di diversa natura chissà dove trovati, l’ha buttato sul tettuccio e siamo andati via. Il ragazzino piangeva disperato; penso che la prossima volta se lo ricorderà prima di fare il prepotente.
Arriviamo al passaggio a livello e subito dopo ci immettiamo nella sterrata carrettera principal; il traffico è scarso. Più della metà dei veicoli in circolazione sono moto di piccola cilindrata, 150, massimo 200cc; tre è il numero perfetto di viaggiatori, quattro se ci sono dei bambini. Il casco, se presente, è indossato solo dal guidatore; se questo è solo, è perché ha da una a… tante capre legate al portapacchi.
I pick-up che fanno trasporto pubblico sono stracolmi di merci; le donne sono stipate in cabina e gli uomini aggrappati ai lati e dietro alle sponde del cassone.
Ieri quando ho detto che l’auto su cui viaggiamo era da rottamare avevo le mie buone ragioni; a parte la mancanza del cric, uno sportello posteriore non si chiude bene e spesso si apre in corsa mentre i vetri non tutti si abbassano e li può manovrare in chiusura solo l’autista, a patto che si aiuti manualmente la salita del finestrino. Ieri uno spinotto della bobina si è staccato in corsa e il motore si è giustamente spento facendoci pericolosamente balzare in avanti per il contraccolpo; l’abbiamo fissato alla meglio con fascette e nastro adesivo ma ormai i morsetti sono perlati e la macchina va a tre. Stamattina non è partita e ora, a conferma di tutto, appena entrati sulla strada asfaltata, non è riuscita a ripartire dopo una fermata allo stop perché non entrano più le marce.
A forza di tentativi scopriamo che le marce entrano solo dopo la retromarcia; in pratica se ci fermiamo a un incrocio per ripartire dobbiamo andare mezzo metro indietro e con la macchina in movimento innestare la prima e le successive marce altrimenti non ci muoviamo di li. Sinceramente questa non l’ho capita.
Il diesel costa 10200$ a gallone, circa 50 centesimi di euro al litro. Ci fermiamo alle Salinas de Manaure; ci sono vasche molto estese, dove si produce industrialmente… sale industriale e vasche piccole, a gestitone familiare, dove si produce il sale ancora con metodi artigianali. Non ci sono i fenicotteri che in altri periodi sono presenti in numero elevato.
Arrivati a Riohacha, ci fermiamo a mangiare e poi andiamo a recuperare i bagagli lasciati in albergo; cambiamo mezzo e questo sembra elettrico tanto è silenzioso rispetto ai malandati 4x4 che ci hanno accompagnato i giorni scorsi.
Destinazione Palomino; ogni tanto si paga come se si entrasse in autostrada, ma la strada rimane la stessa. I mezzi pesanti passano dalla pesa quindi penso che paghino in base al peso.
Palomino si presenta vivace, sonora, turistica e molto polverosa; siamo sulla strada che porta al mare, dove si concentrano tutte le attività ricreative del posto. C'è un via vai incredibile di vacanzieri sia locali sia stranieri; questi ultimi in minima parte, ma visibili.
È l’ultimo dell’anno e i parrucchieri per uomo e donna lavorano incessantemente fino a tardi con fila fuori e tappeto di capelli sul pavimento dentro.
Cenato al ristorante libanese con kebab, falafel e deliziose cremine varie. In riva al mare ogni bagno è stato trasformato in discoteca e l'aria di festa è contagiosa; però hanno in pratica monopolizzato tutto; con l'alta marea che ha mangiato tutta la spiaggia utilizzabile, è impossibile passare da un bagno all'altro. In spiaggia arriva gente di continuo, grossi gruppi con bidoni termici pieni di refrescos, intenzionati a restare a lungo.
A mezzanotte mi aspettavo tanti fuochi d’artificio ma sono stato deluso, in compenso ho capito cosa significavano quei manichini che da qualche giorno vedevo in giro, fuori delle case. Sono fatti con cose vecchie; sia i vestiti sia l'imbottitura, e a mezzanotte gli danno fuoco. Bello e folclorico ma molto puzzolente e inquinante perché dentro deve esserci di tutto. Per un attimo sembra la terra dei fuochi, più per il puzzo che per il numero.