Parco Tayrona
2 gennaio 2023, lunedì
In albergo c'è un bel pastore tedesco con due cuccioloni che ancora allattano; sono simpaticissimi, giocano con tutto, si fanno coccolare da tutti e… fanno la pipì su tutto.
Il minibus passa pieno quindi lo prendiamo in senso contrario fino al cancello dove saliamo su quello che va al parcheggio per 5000$ a persona. Sullo stradello verso il mare, quello che al buio abbiamo percorso ieri in senso inverso, è una colonna unica di persone dirette al mare, quando uno si ferma a fare una foto costringe tutti allo stop. Abbiamo visto un paio di scimmiette; in questa foresta sono segnalate le urlatrici ma a me sembrano le cappuccine. Comunque nel fitto degli alberi è buio per cui non è facile distinguerle con certezza ed è inutile fotografarle.
La nostra destinazione è la Baia Piscina; non è la prima che s’incontrerà e la speranza è che molti si fermino prima. Finita la discesa, quando il sentiero corre parallelo alle spiagge, ci sono dei piccoli chioschi che vendono cibarie varie; uno di questi emana un inconfondibile e irresistibile odore di pane fresco.
Prendo un panello al cioccolato per pranzo; alla spiaggia c'è molta gente ma meno di quello che temevo. L'acqua è meno mossa che nelle altre spiagge perché c'è una barriera naturale, più fitta di quella di ieri, che chiude la baia e su cui s’infrangono le onde, creando, di fatto, una piscina naturale che attribuisce il nome alla baia stessa.
Prendo una maschera con boccaglio a noleggio per 15000$ l’ora, anche se non chiede nulla in garanzia come solitamente è d’uso fare altrove in questi casi; l’attrezzatura è contenuta in un secchio con acqua e tanta candeggina e il ragazzo che me li consegna vuole essere sicuro che ho capito che devo sciacquarle bene in acqua prima di indossarle.
Ci sono un po' di pesci ma non tanti quanto speravo; l'acqua è abbastanza chiara ma una striscia d'acqua è sporchissima con alghe e plastica sminuzzata che fluttuano dal fondale alla superficie.
Un branco di pesci con la forma del sarago ma di colore grigio-azzurro con pinne azzurro elettrico, molto belli e tranquilli, fa la spola tra la scogliera, dove si nutrono in gruppo, e il largo. Uno scorfano enorme è rimasto fermo immobile pensando di essere perfettamente mimetizzato permettendomi di fotografarlo ripetutamente. I coralli sono grandi e fluttuanti; un pesciolino di un paio di centimetri ha una varietà e quantità di colori brillanti incredibili.
Molti dei bagnanti, soprattutto quelli colombiani che sono la stragrande maggioranza, restano vestiti anche quando si immergono in acqua; penso che cerchino di proteggersi dai raggi del sole. Noi usiamo le cremine, loro no.
Il panello al cioccolato è stato gradito da strani piccoli insetti che a centinaia sono riusciti a entrare nella busta di carta ma, appena l’ho scrollato, sono caduti tutti e l'ho mangiato ugualmente.
Al ritorno abbiamo preso il sentiero dei cavalli usati per trasportare merci o le persone che non vogliono stancarsi; all’attacco della pista cercano di impedircelo ma facendo gli indiani ci buttiamo ugualmente. È più diretta ma occorre stare in campana per i cavalli che vanno veloci e c'è spazio solo per loro; comunque si sentono arrivare bene perché le bestiole sono spronate continuamente e prima delle curve i portatori gridano per non incrociarsi con quelli che vanno in senso opposto.
Recuperiamo i bagagli al cancello e aspettiamo un bel po’ il pullmino che ci porterà a Santa Marta prima di scoprire che è venuto a prenderci al parcheggio su mentre noi siamo scesi all’ingresso.
Un traffico esagerato ci ha fatto impiegare più di due ore per percorrere un tratto di strada che normalmente si fa in mezz’ora; in alcuni punti, forse notoriamente critici, il secondo autista è salito sul tetto a proteggere i nostri bagagli.
Il centro città e il lungomare sono stracolmi di gente; considerando che è lunedì è davvero bello. Ci sono dei simpaticissimi pullman che vanno su e giù per la litoranea; sono i vecchi scuolabus americani, coloratissimi e con la musica a palla; Gli avventori che salgono e scendono alle varie fermate, ballano in maniera sfrenata tra le panche del mezzo; si muovono come i sightseeing ma invece di guardare la città è la città che ti sente e ti vede ballare.